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La mia candidatura (2)

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Ho cercato, seppure brevemente (e me ne scuso, ma un grave problema familiare ha richiesto in questi giorni il mio tempo), di spiegare le ragioni dell’accettazione della candidatura alle europee. Ora, vorrei dire a tutti quelli che mi chiedono di non candidarmi, di non “lasciare l’Italia” ed il PD che devono darmi più fiducia.

Io non ho sponsor, io non mi chiamo cercandomi con il cognome di qualcun’altro, io sono quella che sono e devo crearmi uno spazio “sul campo”. Ecco perchè ho accettato la sfida, ecco perchè credo che, comunque vada, servirà ad accrescere la consapevolezza che il PD che vogliamo è il PD che abbiamo a portata di mano, quello che facciamo noi tutti i giorni.

Quello per il quale intendo continuare a lottare e credere, anche mettendoci la faccia…e il cuore. Tenetemi d’occhio durante la campagna elettorale, imparate a conoscermi e datemi, se lo riterrete, il Vostro sostegno. Il PD che vogliamo lo cambiamo anche da dentro, dalle istituzioni. Dobbiamo costruire la nuova classe dirigente e dobbiamo inziare a farlo da subito.

Vi lascio uno spunto di riflessione: sono contenta della decisione del nostro segretario. Ieri io sarei stata al Circo Massimo. Non sono potuta andare.

Il PD deve iniziare a prendersi la responsabilità di ESSERE L’OPPOSIZIONE e di PRENDERE DELLE DECISIONI. Quella di ieri era e doveva essere una manifestazione contro la crisi e la crisi riguarda tutti e noi, non dimetichiamocelo, abbiamo il dovere di rappresentare tutti quelli che la crisi la vivono ogni giorno. La divisione (sociale, sindacale, di partito,…) serve a chi crede di poter fare quello che vuole di questo Paese!

Io credo che sia giunto il momento di dire BASTA!

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