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“Al Nord si può vincere: il voto a Trento”

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Quest’articolo è apparso sull’Unità martedì 5 maggio 2009.

Il vecchio Berlusconi non è invincibile e il Partito Democratico ha idee e proposte per batterlo. Questa è la prima lezione che ci arriva dalla vittoria a Trento, dove sono stata il 24 aprile. Una città che ha premiato la buona amministrazione e la serietà di Alessandro Andreatta. Le dimensioni del suo successo confermano che il Nord non è una riserva di caccia della destra, ma può e sa premiare il centro sinistra quando lavora bene sul territorio, lasciando da parte le polemiche e i dubbi e mettendo in primo piano i contenuti.

L’antidoto migliore ai proclami di Berlusconi, perso nelle sue infinite beghe personali, e alle divisioni di una destra che sa solo chiudere gli occhi di fronte alla difficile realtà economica e sociale. Noi invece dobbiamo stare tra la gente, e offrirle alternative a quella che Franceschini ha giustamente definito la politica dei lustrini. Imitarla, sperando di riguadagnare terreno, sarebbe il peggiore errore che può commettere il centro sinistra. Il Pd, che a Trento ha sfondato la soglia del 30% ottenendo il triplo dei voti della Pdl, deve esserne la forza trainante. Consapevole della sua identità di formazione nuova e vitale, che non ha paura di lottare contro i pregiudizi e i luoghi comuni della vecchia politica.

Non è un’impresa impossibile. Io, che ogni giorno viaggio per il Nord Est incontrando centinaia di elettori, sento che i tempi sono maturi per cambiare rotta. In tantissimi mi chiedono di continuare così, con un continuo scambio di idee, anche sui nuovi mezzi di comunicazione. La gente ha voglia di concretezza. Noi possiamo dargliela, riprendendoci i luoghi dove si fa politica. Piazze, mercati, fabbriche. I nostri luoghi.

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