La nuova Italia dei democratici, il Lingotto due anni dopo
Intervento di Debora al Lingotto.
via YouDem.tv
Di seguito il testo dell’intervento.
L’Europa ed il Paese usciti dalle elezioni sono luoghi di conquista della destra. Siedono nel nuovo Parlamento Europeo, per la prima volta, ben 119 membri legati alla destra estrema ed a movimenti xenofobi.
In un momento di crisi globale in cui forte è il ritorno alla presenza dello Stato nell’economia e di regolazione del mercato che non è riuscito da sé ad autoregolarsi, le forze europee di sinistra che in questi schemi meglio avrebbero dovuto riconoscersi, non sono riusciti a rappresentare per gli elettori il punto di riferimento. Per usare una metafora calcistica, direi che il campo da gioco è cambiato, ma che nessuno è riuscito a spiegarlo alla squadra. Le società pervase dal disinteresse, dall’individualismo, dall’egoismo, dalla furbizia, dalle scorciatoie, sono società a cui è sempre più difficile parlare di giustizia sociale, di uguaglianza e di solidarietà.
Il Partito Democratico in Italia è riuscito a tenere più di ogni altro movimento di centro sinistra nello scenario europeo. Perché? Perché ha deciso di percorrere strade nuove, complesse, ma innovatrici. Dove questo non è stato fatto, il centro sinistra ha ceduto al vento, forte, della destra.
Il PD ha il dovere di fare la differenza, ha il dovere di essere un partito credibile che sia portatore di strategie e contenuti persuasivi, percepiti come una vera, netta ed intransigente linea politica “democratica” diversa da quella della destra. Il PD deve creare un modello culturale alternativo a quello basato sull’individualismo e sui piccoli egoismi, che la destra ha saputo imporre nel modo di pensare degli italiani, prima ancora che nelle urne.
Dobbiamo riuscire a parlare alla società italiana se vogliamo aspirare alla guida del Paese, ma dobbiamo dire quale è il Paese che vogliamo prima ancora di dire quale PD vogliamo.
Un Paese che abbia nel principio di laicità dello Stato e delle istituzioni il presidio della libertà e del rispetto di tutti, senza scadere in confusi e disorientati compromessi. Un Paese nel quale l’evasione fiscale non è una virtù. Un Paese che pensi al proprio futuro ambientale investendo nella green economy e nelle infrastrutture ecosostenibili. Un Paese che investa in un sistema scolastico, universitario, formativo e di ricerca reso accessibile a tutti che ricomponga la frattura fra lavoro e sapere. In questi giorni ho letto la lettera che Rita Clemente, una ricercatrice precaria di 47 anni, ha scritto al Presidente della Repubblica. Rita ha deciso di andarsene dall’Italia portando con sé tre figli nella speranza che un’altra nazione possa garantire loro una vita migliore di quanto lo Stato italiano abbia garantito alla loro madre. Rita chiederà la cittadinanza dello Stato che vorrà ospitarla, rinunciando ad essere italiana. Il Pd deve impegnarsi a costruire un paese in cui nessuno decida di rinunciare al proprio diritto di cittadinanza ed al senso di appartenenza al proprio Paese. Il Paese che vogliamo è poi un Paese che non ritenga che la sicurezza sia di destra e l’integrazione di sinistra. Un Paese nel quale la politica è prima di tutto etica. Un Paese nel quale la questione morale non è la moralità del Presidente del Consiglio, ma il Valore, quello maiuscolo, che appartiene a tutti noi.
Questi solo alcuni dei tratti del Paese che vogliamo.
Il PD deve farsi carico di costruire questo Paese. Come?
In questi giorni ho ripensato al giugno del 2007, al Lingotto.
Avevamo detto che il PD è un partito che nasce da grandi storie politiche, culturali e umane, il che è vero; avevamo detto che non è e non deve essere la conclusione di un cammino, e anche questo è vero; avevamo detto che, diversamente, sarebbe rimasto inchiodato al passato, senza poter diventare la grande forza riformista che l’Italia non ha mai avuto. E qui ancora non ci siamo, ancora non riusciamo a smettere di guardare a noi ed all’Italia dallo specchietto retrovisore. Non siamo ancora riusciti a fare i conti con il nostro passato ed abbiamo dimenticato che il PD per essere una grande forza riformista ha bisogno anche di quelli che un passato non ce l’hanno.
Ora più che mai non dobbiamo più vederci come degli ex, ma come una unione di culture e di sensibilità, di storie e di tradizioni, in cui nessuno chiede all’altro di rinunciare a qualcosa, ma di sentirsi “semplicemente democratico”. “La più bella definizione di sé che un essere umano possa dare”, dicemmo nel 2007.
Bene, diamo concretezza a questa definizione. Dobbiamo essere un partito strutturato e territoriale, fatto di militanti, di circoli, di feste, di incontri, di amministratori, di base che non è l”apparato“. E quando dico apparato, sapete bene cosa intendo, non certo le persone che con passione dedicano quotidianamente le loro energie al progetto del PD.
Il risultato elettorale ci ha consentito di resistere e di non essere spazzati via. Da qui dobbiamo ripartire per costruire quel Paese che vogliamo. Adesso è venuto il momento di darci solidità culturale e credibilità per governare questo Paese. Per fare ciò, abbiamo bisogno di dare forza a un gruppo dirigente che sia in grado di proporsi come valida e convincente alternativa per il governo del Paese. E soprattutto abbiamo bisogno di dare quelle risposte, chiare, nette ed uniche, che finora abbiamo pudicamente rinviato.
La laicità. In molti mi hanno ricordato che una delle prime cose che ho detto riguardava Eluana Englaro ed era, in buona sostanza, un richiamo alla laicità. Una laicità che dobbiamo assumerci la responsabilità di specificare, capire e proteggere. Non va banalmente proclamata o utilizzata per farne occasione di divisione e di contrapposizione fra integralismo religioso e laicismo esasperato. Dobbiamo spingerci alla ricerca di un’etica il più possibile condivisa. Dobbiamo ricordare che la legge sul divorzio e quella sull’aborto non sono incidenti di percorso nella storia del nostro Paese, ma esempi concreti di laicità. Dobbiamo tornare a dare questi esempi concreti e, mi auguro, che questa volta non ci fermeremo alla concessione della libertà di coscienza, ma troveremo il punto di equilibrio, la sintesi.
Libertà di informazione e conflitto di interessi. Quest’anno l’Italia è stata inserita da Reporter sans frontieres e da Freedom House 2009 nella classifica mondiale della libertà di stampa tra i Paesi in cui pluralismo e libertà di informazione sono a rischio. Quali le cause? Sia Reporter sans frontieres che Freedom House indicano fra le cause il conflitto di interessi del Presidente del Consiglio, le nuove leggi limitanti adottate dal Governo italiano e l’interferenza e le minacce della criminalità organizzata
Possiamo dire che è una novità? No, possiamo dire però che quest’anno, per la prima volta, l’Italia è stata retrocessa da Paese “libero” a “paese parzialmente libero”, unico caso in Europa occidentale. Abbiamo sentito parlare di conflitto di interessi per la prima volta nel 1993 e siamo ancora qui a dirci che quel conflitto va risolto. Abbiamo molto da rimproverarci, ma almeno ora mettiamo in agenda questo problema e iniziamo a dire come intendiamo risolverlo, con quali strumenti. Il conflitto di interessi si ha quando si verifica un contrasto fra l’interesse pubblico e l’interesse privato; non vorrei arrivassimo al punto in cui passa il concetto che l’interesse di un privato non deve essere turbato da quello pubblico.
Giustizia. Viviamo in un Paese in cui dei problemi della giustizia si parla solo nelle giornate inaugurali degli anni giudiziari, mentre tantissime persone attendono anni per ottenerla. Una giustizia che non è neppure sfiorata dalle recenti norme di legge, come la normativa sulle intercettazioni, corretta per alcuni aspetti, ma indecente e pericolosa per le conseguenze che rischia di avere non solo sulla lotta al crimine, ma sulla stessa libertà di stampa. In questo Paese la giustizia chiede riforme profonde e coraggiose. Non deve esistere il tabù della giustizia per il PD, a maggior ragione quando uno dei suoi alleati si chiama Antonio Di Pietro.
La legge elettorale, infine. E’ la regina delle leggi. Dalla sua bontà discende a cascata tutto il sistema della rappresentanza e la salute della politica. Non può essere un tema che teniamo nel cassetto e che al mutare del clima mediatico o delle posizioni degli altri partiti, tiriamo fuori come una bandiera sotto cui raccoglierci per un po’. Abbiamo fatto la nostra battaglia contro il porcellum con coerenza e, diciamolo, in solitudine, durante la campagna referendaria. Ma sarebbe ora un errore gravissimo se non mettessimo in cima alle priorità del PD la riforma del sistema elettorale. E questo significa confrontarci fra di noi e decidere.
Impegnamoci a discutere anche animatamente su questi temi, ma a decidere ed a dare le risposte. Cominciamo ad avere una linea politica chiara e di sintesi. Cominciamo a non accontentarci di essere l’opposizione ed iniziamo ad assumerci la responsabilità di governare questo Paese, costruendo insieme l‘alternativa alla destra.
E non spaventiamoci perché c’è il Congresso. Non spaventiamoci perché qualcuno dice all’altro quello che pensa. Non temiamo il confronto. Parliamo non di noi stessi a noi stessi, ma parliamo al Paese durante il Congresso. Ne usciremo tutti, proprio tutti, più forti. Ne uscirà più forte il partito. E io credo che finalmente arriverà il PD, un partito “Democratico” per davvero.
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La tristezza e la rabbia che provo è indescrivibile.
Avete le prodezze di quell'ubriacone del deputato Salvini della lega nord.
Da persona del nord sono incazzato nero non solo con questo lazzarone,che per definizione essendo leghista è un demente.
Sono ancor più incazzato con i meridionali.
Come cazzo fate votare per una parte politica che vi considera così?
Non vi rendete conto di come il nano mafioso e gli ubriaconi della lega vi trattano?
Ciao!:) Caro Fabio e cari tutti, sarò un illuso ma io aspetto questo Congresso come un momento fondamentale a cui, però, non mi paice molto come ci si stia avvicinando, cè un'aria da ” tutti contro tutti”(così cito D'Alema che comunque, lo ammetto perfino io, ci ha messo del suo…), io, ribadisco, PRETENDO UNITA', mi accontento di questo anche perchè, se ci mettiamo a fare le analisi di come si è arrivati a questa situazione ed cercare le responsabilità, non si salva nessuno ma sempre in termini di protagonismo e super ego…faccio degli esempi:
1)Il tanto decantato Di Pietro…qualcuno ricorda che, in occasione di una pausa della vergognosa sceneggiata con Mastella, affossò con il suo “compariello” la Commissione parlamentare d'Inchiesta sul G8?
2)Nessuno rammenta il faccino sorridente di Bertinotti davanti al risultato delle lezioni 2001 che, alla faccia di un 51% per berlusc.ed un 49% del resto si tramutò in un 65% contro 35% di seggi in parlamento, per via del maggioritario, a causa della bravata di Rifondazione di presentarsi da sola?!?Quel quinquennio maledetto, ed evitabilissimo, ha davvero massacrato il Paese a aprtire dalle coscienze…
3)C'è qualcuno che prova qualche brivido di ribrezzo pensando al fatto che in Italua la tortura non è ancora reato e che questo è dovuto al fatto che il centrosinistra si spaccò su un cazzillo di emendamento in materia quando l'allora Governo…D'Alema, oops!, provò a tirare in ballo l'argomento?!?Bene, grazie a quella spaccatura ed alla caduta del decreto, si è potuto permettere lo scempio nazista del G8, mentre il riconoscimento del reato non avrebbe consentito alcuna prescrizione…
4)Vogliamo ancora parlare delle leggi ad personam mantenute saldamente durante il pur ammirevole Governo Prodi?
Si potrebbero fare milioni di altri esempi, anche la Bicamerale, con tanto di crostata…ma mi chiedo davvero se valga la pena di scannarsi ora, anzichè provare,anche a partire da certi errori, a diventare un partito vero, a riconoscersi in UNA LINEA, UNA SOLA, chiunque sia il segretario..allora che si discuta di tutto,
anche aspramente, a questo Congresso, senza rompere perrò le balle sul vecchio-nuovo, bipolarismo-bipartitismo ecc..
Sembra che l'ubriacone della lega si sia dimesso.
Povero idiota,si è messo a fare il buffone adesso con tutti i guai che ha il nano mafioso.
Ricordo che faccia-indurita Bossi ha commentato così lo squallido coro:
“Dovrebbe dimettersi,ha cantato male…”
celoduroilviso bossi segui il tuo amico ubriacone,e chiudetevi in una vostra taverna celtica.
Tanto con i soldi che vi ha dato il mafioso avete di che bere…
Pare si sia dimesso dal parlamento italiano semplicemente perché ha un incarico al parlamento europeo… Tradotto: abbiamo un ubriacone razzista che ci rappresenta, nostro malgrado, in Europa.
Poi quando si parla di immagine e di prestigio internazionale sottozero, con l'eventualità che l'Italia sparisca dal 'club dei G8', qualcuno si stupisce pure e per giunta si scandalizza…
Hai ragione purtroppo,si è dimesso solo dal parlamento italiano,per andare a ubriacarsi a Bruxelles.
Mi sembrava strano che ci fosse ancora un briciolo di dignità in quell'accozzaglia di decerebrati leghisti.
Celoduroilviso Bossi vergognati.
E ricordati che ora sei un mafioso pure tu.
Di Pietro è stato un mediocre magistrato.
È un pessimo politico.
Ha un'idea gretta e limitata della società.
Ha il partito IMbottito di gentaccia.
Ha un'idea della democrazia… Neaderthaliana.
Eppure è il MEGLIO che abbiamo.
Se uno resiste alla tentazione di suicidarsi (oppure di diventare terrorista BOMBAROLO) anche dopo aver completamente realizzato che È così…
vuol dire che l'uomo può adattarsi a qualunque cosa.
Voterò anch'io per IDV. E non voto fa 25 anni alle politiche.
Il mondo è una vera merda.
Ciao
@ predica male: ricordo altri che si rallegravano delle disgrazie della formazione più grossa della sinistra (Bertinotti docet), ritenendole segnale di una loro futura prevalenza. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Più ci dividiamo e meno siamo convincenti.
@Fabio che non vota alle politiche da 25 anni: e allora di che cazzo ti stai lamentando?
Hai fatto decidere agli altri come doveva essere l'italia, la sinistra, la cultura e ora te la prendi con chi spera (e non ne è sicuro) che sia la volta in cui riesce a contare almeno nella costruzione di un partito(che solo poi, potremo eventualmente definire nuovo)?
Non è che ti dispiace vedere che altri ripongono fiducia nelle proprie possibilità?
Com'è che pensi che minando noi puoi migliorare il paese?
Se veramente siamo così morti, perche sprechi tanta energia?
Và là che sotto sotto sei un buono che, per il nostro bene, ci mostra la retta via.
@Alberto: se nemmeno tu hai votato PD com'è che debora ha avuto tutti 'sti voti?
@ tutti quanti: cominciamo a parlare di cose che possano unirci, finalmente.
Il che non vuol dire che dobbiamo tacere quanto potrebbe emergere di discordante.
vorrei solo che partissimo dal presupposto che non ci scriviamo per fare le pippe,
che se frequentiamo questo blog vogliamo dire e, spero, ASCOLTARE qualcosa che ci interessa.
Mandi
gjelmo
gjelmo: io sono appena uno dei milioni di elettori per le europee. Non penso che il 'campione' del forum sia rappresentativo per qualsivoglia 'statistica'. Chiedi una giustificazione sul numero dei voti (dei tanti voti): il motivo della fiducia mi sembra la soluzione più semplice e magari quella più corretta.
Perchè non ti sei candidata al PD ?
Tu eri il nostro Obama, e dovevi mettere bersani in seconda, come si è fatto con Hillary.
hai abortito una grande occasione.
Per me hai sbagliato.
Dovevi avere coraggio.
Il treno è passato e tu non l'hai preso, e tutti noi la prenderemo in quel posto…
Senza offesa, ma definire Debora l'Obama italiana mi sembra un'esagerazione!
Perché non si è candidata? Penso semplicemente che l'avrebbero silurata subito. Il PD ha paura del nuovo, mi pare evidente: lo si intuisce leggendo le varie reazioni stizzite e “acide” relativamente a quel “Franceschini è simpatico”. Quante speranze potrebbero esserci per lei nella “guerra delle tessere”?
Il rischio è il disgusto e un riallontanarsi dalla politica di chi in questi ultimi mesi si è riavvicinato con speranza. La speranza di dire le cose come stanno (Debora in questo ha avuto successo). La speranza di avere finalmente un programma di governo chiaro e comprensibile (2 paginette 2 basterebbero). La speranza che non si parli per ideologia ma per le cose concrete da fare. La speranza che venga finalmente applicata la Costituzione (laicità dello stato, una repubblica fondata sul lavoro e non sulla finanza, l'esclusione dai posti di comndo di condannati e collusi con le varie mafie, il premio al merito, la difesa dello stato sociale e non assistenziale). Vedo che manca molto di tutto questo. Manca soprattutto la difesa del sacro principio della democrazia del bilanciamento fra il diritto morale dell'individuo e il dovere dell'etica pubblica. Chi governa (fosse anche un piccolo comune o una piccola azienda) ha doveri etici, che peraltro sono ben ripagati sia dalla posizione sociale conquistata (ahimè non sempre per merito) e il giusto (talvolat…) riconoscimento economico. Pagare le tasse è un dovere per tutti. Le tasse servono per quei servizi pubblici essenziali alla vita degli individui (senza sprechi possibilmente). Lo Stato ha il dovere di farle pagare, come ha il dovere di non sperperarli e spenderli bene. Questo è ciò che il PD dovrebbe portare avanti con forza e decisione. Ricreare un consenso dei cittadini all'etica, all'attaccamento al dovere, al senso dello Stato. Se non la ricostruiamo cadiamo nelle barbarie, dove il forte si mangia il più debole. E la barbarie si misura anche nelle parole. L'insulto non è discutere, è solo prevaricazione. Il sarcasmo alla D'Alema, tanto per fare un esempio non casuale, è solo foriero di divisione. Chi di noi di fronte alle parole urlate, alle parole sferzanti, alle parole offensive non chiude le orecchie e non ascolta più?
Rispondo a gjelmo (ma sarei più contento di rispondere ad una persona con nome e cognome)
Gentile gjelmo:
Lei scrive:
“@Fabio che non vota alle politiche da 25 anni: e allora di che cazzo ti stai lamentando?
Hai fatto decidere agli altri come doveva essere l'italia, la sinistra, la cultura e ora te la prendi con chi spera (e non ne è sicuro) che sia la volta in cui riesce a contare almeno nella costruzione di un partito(che solo poi, potremo eventualmente definire nuovo)?”
MIA RISPOSTA:
mi pare che il ragionamento vada ribaltato. LEI ha ocnt9inuato per 25 anni a votare per CIALTRONI che sistematicamente si PULIVANO IL CULO con la DELEGA che Lei indicava e poi facevano del suo voto l'uso che i lenoni fanno delle puttane: fonte di reddito ma senza diritto di parola…
Il suo ragiuonamento, i buona fede ma SBAGLIATO, non parte dai FATTI: negli ultimi 50 anni al SOVRANITÀ POPOLARE (sbandierata come PRINCIPIO nella Costituzione e MAI trasformatasi in FATTI) è stata USURPATA da PARTITI manifesti (quelli i cui simboli osno sulle schede elettorali) o occulti (Finanza Mondiale, massoneria, Chiesa, Potentati economici). Il tutto è stato abilmente nascosto sotto la RISIBILE “maschera”: simao in DEMOCRAZIA perchè si vota…
Non sto nemmeno a spiegare quanto questa affermazione sia abissalmente ASSURDA. Sarebbe come dire: c'è la libertà di stampa perchè ci sono tanti giornali…
POI Lei dice:
“Non è che ti dispiace vedere che altri ripongono fiducia nelle proprie possibilità?
Com'è che pensi che minando noi puoi migliorare il paese?
Se veramente siamo così morti, perche sprechi tanta energia?”
MIA RISPOSTA: se “voi” (voi chi?) riponete fiducia nelle vostre possibilità, ma cont9inuate a fare le stesse mosse che per anni vi hanno fatto perdere (delegare agli stessi uomini che Vi hanno rovinato il potere di risollevarvi) mi pare OVVIO che io non VI (a chi?) do nessun credito…
VOI (sempre solita nota…) vi minate benissimo da soli. Nulla di ciò che potrei dire o fare Vi mina meglio di quanto voi già non facciate da soli. ADORATE perdere per poter POI dire quanto ingiusto è il mindo che Vi tradisce…
Io “spreco tanta energia” perchè sono un inguaribile FESSO e mi ostino a pensare che se un uomo ha sbagliato 1000 volte, la 1001esima farà meglio. E non cponsidero che probabilmente, se ha sbagliato 1000 volte, allora l'ipotesi più probabile (rasoio di OCCAM) è che a quell'uomo… sbagliare PIACE!
Poi Lei aggiunge:
“Và là che sotto sotto sei un buono che, per il nostro bene, ci mostra la retta via.”
MIA RISPOSTA:
Questa è l'unica parte che mi ha fatto arrabbiare… Io non osno buono. Ma soprattutto NON MOSTRO ALCUNA VIA A NESSUNO! Una sola categoria ODIO più dei Tiranni e dei servi che li causano: i “preti” che devono indicare la “salvezza” a chi non vuole vederla da sè…
Insomma: davvero con me Lei si sbaglia parecchio.
Le parlo in modo franco perchè La rispetto. Quando considero un interlocutore un imbeciulle, lo ignoro.
La saluto
FC
Da Antologia di Spoon River di E. L. Masters
Hiram Serracchiani Scates
Cercai di ottenere la candidatura
alla presidenza del Consiglio di Contea
e feci discorsi ovunque
denunciando Solomon Purple, mio rivale,
come nemico del popolo,
in combutta coi nemici capitali dell'umanità.
Giovani idealisti, guerrieri falliti,
zoppicanti sulla gruccia della speranza,
anime che puntano tutto sulla verità,
che perdono un mondo a un cenno del cielo,
mi s'affollarono intorno e seguirono la mia voce
come fossi il salvatore della contea.
Ma Solomon ottenne la candidatura,
e allora voltai gabbana,
e riunii i miei seguaci sotto la sua bandiera,
e lo feci vincitore, lo feci re
della Montagna Dorata con la porta
che si chiuse alle mie spalle appena la varcai,
lusingato dall'invito di Solomon,
a fare il segretario del Consiglio.
E fuori, al freddo, restarono i miei seguaci;
giovani idealisti, guerrieri falliti
zoppicanti sulla gruccia della speranza-
anime che puntavano tutto sulla verità,
che perdevano un mondo a un cenno del cielo,
e guardavano il diavolo prendere a calci il millennio
sulla Montagna Dorata.
Bel discorso, ma una domanda è d'obbligo: per la segreteria regionale il quotidiano locale riporta che ti sostengono Burtolo e Moretton: loro non rappresentano “l'apparato”?
Il Tuo discorso prima l'ho letto e poi l'ho ascoltato, veramente ottimo, hai completamente centrato tutti i punti e hai fatto bene ha puntare il dito sul conflitto d'interessi, perche' se ne parla dal 1994 e non si e' mai fatto niente, se non grandi parole. Saluti!! REMO!!
Non ci pigliamo troppo sul serio.
La Serracchiani non conta una fava. Fra 2-3 mesi sarà dimenticata e sarà c0me non fosse mai esistita. Digerita ed “evacuata” da un apparato che ha almeno 70 anni di allenamento e “fauci” che non perdonano..
Noi siamo 10-15 “sfigati” che contiamo un millesimo della Serracchiani. Non credo io debba perdere del tempo per giustificare una tale affermazione che è “self-evident”…
Diciamo che facciamo passare la serata sparando qualche cazzata e pensando che sia qualcosa di serio…
Saluti
FC
Bel discorso debora
Dal sito di DiPietro:
Oggi alle ore 15:30 ho rivolto un'interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia Alfano, al posto del quale si è presentato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, per chiedere quali modifiche al disegno di legge sulle intercettazioni intendano apportare. Anche questa volta la risposta conferma la nostra posizione: il disegno di legge sulle intercettazioni va ritirato, non modificato.
Domanda
Antonio Di Pietro: Signor Ministro della giustizia che non c'è, nelle scorse settimane, la Camera ha approvato, ricorrendo ad un ingiustificabile voto di fiducia, un disegno di legge da lei presentato che, di fatto, limitando le intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali, blocca l'attività investigativa delle forze di polizia e dei magistrati, impedendo così di contrastare efficacemente anche la peggiore criminalità che riguarda stupri, omicidi, rapine, spaccio di droga, corruzione e così via. Inoltre, lo stesso disegno di legge impedisce agli organi di formazione di far conoscere in tempo utile ai cittadini i possibili autori dei reati e quali sono gli elementi specifici di prova.
Abbiamo appreso ora che a seguito dell'autorevole richiamo del Capo dello Stato, che qui ringraziamo per l'intervento, sareste, forse, disponibili a rivedere questa improvvida e scellerata normativa.
Non vogliamo però che ciò sia solo fumo negli occhi e per questo le chiediamo, signor Ministro della giustizia che non c'è, di indicarci in modo chiaro e senza infingimenti quali sono le modifiche che intende apportare al disegno di legge in questione.
Risposta di
Elio Vito (Ministro per i rapporti con il Parlamento):
VE LA RISPARMIO!
Elio Vito è una delle più schifose MERDE sia mai stat CAGATA in tutti i tempi. Riportare le sue “parole” vuol dire inquinare l'aria!
Replica di
Antonio Di Pietro: Non me ne voglia, signor Ministro, ma ci sentiamo presi in giro dalla risposta del Governo. Infatti, mai ci è venuto in mente di bloccare il ricorso all'uso delle intercettazioni. La vostra è una normativa criminogena, irragionevole, incostituzionale, gravemente dannosa per la lotta alla criminalità e fortemente restrittiva del diritto costituzionale di ognuno e di tutti di informare e di essere informati. Diciamolo senza mezzi termini: senza l'intervento del Capo dello Stato voi avreste realizzato anche questa volta l'ennesimo colpaccio di una legge ad personam. Questo disegno di legge va ritirato per palese abnormità rispetto ai principi costituzionali e al sistema processuale penale vigente. Non ha senso permettere di effettuare le intercettazioni soltanto quando vi sarebbero evidenti indizi di colpevolezza, vale a dire solo quando già si ha la certezza della colpevolezza di qualcuno e, quindi, solo quando non ve ne è più bisogno. Non ha senso mandare in galera i giornalisti e applicare supermulte agli editori solo perché esercitano il loro diritto – ma che dico? – il loro dovere di far conoscere all'opinione pubblica le ragioni per cui una certa persona è finita sotto inchiesta o è stata arrestata. Soltanto negli Stati assoluti e nei regimi fascisti si arrestano le persone senza che il popolo ne possa sapere la ragione. In questo modo voi avete decretato la morte della giustizia e la morte della democrazia nel nostro Paese. Voi volete fare questo ma noi, Italia dei Valori, ve lo impediremo finché sarà possibile all'interno di quest'Aula del Parlamento e ricorrendo al voto referendario dei cittadini elettori (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).
—
Domanda: perchè il PD è INCAPACE di parlare questa lingua?
Perchè una MEZZA FIGURA come Di Pietro risulta UN GIGANTE in questo Paese?
Forse perchè gli altri “oppositori” sono dei NANI esattamete come quello “DIMMERDA” che POSSIEDE l'Italia?
VI
DOVETE
SVEGLIARE!
Hai ragione F.C.
La risposta ho paura che sia : perchè fa comodo anche a loro !
Evidentemente non si riesce più a scindere l'esercizio della politica dall'esercizio del “potere” inteso nella sua accezione peggiore.
Tra l'altro Di Pietro oggi ha acquistato una pagina dell'Herald Tribune per esporre le sue tesi alla platea internazionale.
OT:
giusto per gradire, pagina di Repubblica.it, ora, le tre prime notizie:
1)G8-berlusconi che fa il buffone
2)Clooney+Veltroni fra le macerie di Onna
3)Dipietro che fa OPPOSIZIONE.
PD, dove sei??????
debora un'altro pesciolino in bocca a dalema e compagni discorsi vecchi nulla di nuovo io vado con grillo