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Grillo segretario

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Caro Beppe,

tu sai che lo statuto del Partito Democratico non ti permette di candidarti. Io mi permetto solo di dirti che quando si entra in un partito, “prendere la tessera” significa condividere ideologie, valori, storie, emozioni di quel partito, amarne il simbolo, la bandiera e il progetto. Tu sei pronto a farlo?
Allo stesso tempo, la tua richiesta di adesione al partito mette in luce una differenza fondamentale tra il Partito Democratico e gli altri: il nostro è un partito in cui il leader viene eletto. Noi tutti possiamo scegliere il segretario del Partito Democratico, la sua linea politica e il futuro candidato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (art. 3 comma 1 dello statuto). Una differenza abissale rispetto al PDL, per esempio, costruito intorno al capo, ma anche rispetto a tutti gli altri partiti.

Ma tu Beppe, insieme alla tua candidatura, chiedi di occuparci di temi importanti e su questi sono felice di collaborare con te. Ne aggiungerei però altri, partendo da quello del lavoro. Dobbiamo dare prospettive ai giovani. Nel nostro Paese la mancanza di rinnovamento non è un problema che tocca solo la politica. In un mondo globalizzato, di fronte a una crisi economica terribile che non viene affrontata, se non cercando di negarla, da un governo colpevole e immobile, dobbiamo smetterla di perdere tempo e puntare anche sull’innovazione e sulle nuove tecnologie. L’Italia deve rilanciarsi non solo nei settori in cui è forte tradizionalmente, ma anche nei settori ad alto valore aggiunto dove le nuove generazioni, con la loro capacità di comprendere le nuove tecnologie, saranno risorsa indispensabile che va valorizzata. La competizione internazionale e l’innovazione sono un terreno in cui è necessario dare spazio ai meritevoli ed è su quel terreno che dobbiamo spingere il Paese.
Il tessuto di piccole e medie imprese può diventare la nostra forza nella competizione globale se riusciremo a farle mettere in rete e a farle innovare. Una rete di pmi, infatti, reagisce in modo più dinamico ai cambiamenti continui che la nostra società dovrà affrontare nel prossimo futuro.
Dobbiamo incentivare l’imprenditoria giovanile, facendo in modo che il sistema finanziario permetta a questi imprenditori di contribuire a costruire e a far crescere il Paese in cui viviamo.
Dobbiamo chiedere ed ottenere dal nostro Governo riforme strutturali del mercato del lavoro, che consentano alle persone che perdono il posto di lavoro di essere accompagnate alla ricerca della nuova occupazione e garantite durante il periodo di disoccupazione con interventi che non si limitino alla mera assistenza per un ridotto periodo di tempo, ma che permettano il reingresso della persona nel mondo del lavoro attraverso, ad esempio, una formazione permanente.
Dobbiamo puntare sulla formazione e sulla ricerca, ma questo è un tema di cui parlerò un’altra volta.

Immagino che mi perdonerai se continuo ad appoggiare Franceschini…
Continuo a pensare che sia la scelta giusta.

Qualcuno mi chiede come faccio a stare con quelli che appoggiano Franceschini.
Non capisco perché non si chiedano come fanno loro a stare con me. Franceschini saprà scegliere quale soluzione dare ai temi che ci vedono in conflitto. Valuterà la rappresentatività delle varie posizioni e farà sintesi. Essere segretario di un partito a vocazione maggioritaria significa anche questo. Ogni tanto mi sembra che ce lo dimentichiamo. Mi sembra che siamo talmente abituati a pensare alla politica come un affare tra pochi che ci dimentichiamo che il Partito Democratico che vogliamo costruire non può sottostare a queste logiche.
E se qualcuno che ha avuto fiducia in me, adesso appoggia altri, va bene lo stesso. La forza che deriva dal lottare non per sé stessi, ma per un ideale, sta nel fatto che si è pronti anche ad accettare la sconfitta in favore di un altro, che con metodi diversi ha raggiunto prima l’obiettivo che era anche tuo.
Sono due le cose che non possiamo permetterci in questo congresso: che il partito si divida e che vincano i personalismi e gli interessi di qualcuno su quelli di tutti. Per il resto, ben vengano i contributi di chiunque voglia rendere il Partito Democratico un nuovo, grande, partito di governo.

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