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Le mie linee politico-programmatiche

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I circoli del FVG mi hanno chiesto di candidarmi alle elezioni europee dello scorso giugno. Il successo elettorale non è stato solo mio, ma è stato il risultato del lavoro svolto sul territorio dal Partito Democratico, dai cittadini, ma soprattutto dalla volontà di cambiamento degli elettori.

Questo successo mi attribuisce una grande responsabilità. Voglio, con l’impegno quotidiano, rispondere alla domanda di cambiamento che mi è stata affidata e per farlo intendo rimettermi nuovamente al giudizio dei cittadini, chiedendo loro di darmi e dare fiducia al Partito Democratico. Il centrosinistra nel 2003 ha vinto le elezioni regionali perché ha avuto il coraggio di cambiare, scegliendo di governare la nostra regione attraverso amministrazioni legittimate direttamente dai cittadini con l’elezione diretta del presidente della regione e della sua maggioranza.

Dobbiamo riconoscere le ragioni della sconfitta del 2008 e ritrovare le motivazioni di un’opposizione autorevole ed efficace per i 4 anni di lavoro che abbiamo davanti. Se non lo facciamo, non possiamo credibilmente costruire e proporre un progetto che miri alla vittoria nel 2013.

Trasformiamo il Friuli Venezia Giulia in moderno laboratorio politico. Occorre guardare all’intera società regionale individuandone i corretti parametri e le modalità di lettura, approfondendone le dinamiche sociali, i criteri di relazione e di rappresentanza, accompagnandone le trasformazioni concrete. Se cinque anni di governo non sono stati sufficienti a convincere la maggioranza della società regionale sulla bontà della nostra proposta, nonostante le azioni di buona amministrazione, ciò si deve evidentemente ad un difetto dell’iniziativa politica.

La forza riformatrice del governo di centrosinistra è apparsa timida, in contrasto con le attese e le aspirazioni diffuse in un Friuli Venezia Giulia profondamente trasformato. Ora dobbiamo offrire un cambiamento, un’alternativa. Ripartiamo da quanto di meglio ci ha lasciato l’amministrazione di centrosinistra in termini di innovazione tecnologica e scientifica, di proiezione internazionale e di protezione sociale e lavoro, ma insistiamo anche sull‘economia verde, sulle infrastrutture sostenibili e sulla valorizzazione delle autonomie locali. La prossima discussione congressuale ce ne offre la possibilità.

Abbiamo l’occasione di lasciarci definitivamente alle spalle la stagione degli EX, delle antiche appartenenze. Il Partito nuovo esiste già, dobbiamo aiutarlo a crescere, andando oltre la mescolanza ed arrivando all’identità definita. Gli strumenti tradizionali delle culture riformiste sono insufficienti per affrontare una crisi che ha sovvertito la fisionomia delle categorie sociali, economiche, politiche ed istituzionali. Questa è la grande sfida che dobbiamo vincere.

Ho raccolto i numerosissimi contributi che mi sono stati offerti in un documento, le linee politico-programmatiche. Queste sono l’esempio di come si possa e si debba fare sintesi di idee all’interno del Partito Democratico. Mi sono assunta la responsabilità di questa sintesi che intendo portare avanti come segretario regionale del PD. Nei prossimi giorni pubblicherò in sequenza i contenuti di queste linee programmatiche, ma chi vuole può già scaricare l’intero documento da questo blog.

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