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Intervista a Affaritaliani.it

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serracchianii

Di Francesco Cocco

 

La mozione cui ha partecipato attivamente, quella di Dario Franceschini, è stata sconfitta a livello nazionale per la guida del Pd. Ma lei, Debora Serracchiani, ha trionfato in Friuli Venezia Giulia ed è ora il nuovo segretario regionale. Ad Affaritaliani.it, la trentanovenne avvocato (“continuerò a farlo”, promette) ed europarlamentare rivendica il suo risultato, invoca unità per il Pd e rintuzza le critiche che già trapelano all’interno dell’area Franceschini.

Ha appena conquistato la segreteria regionale del Friuli Venezia Giulia. Tra Trieste e la sua carica di europarlamentare a Strasburgo, non teme di restar lontana dalle vicende nazionali?
“Il Friuli Venezia Giulia negli anni si è conquistato uno spazio politico importante come laboratorio di interessanti alleanze. Ad esempio, Intesa Democratica che portò nel 2003 alla conquista della presidenza da parte di Riccardo Illy. Ed è una regione che sta acquistando sempre più centralità come cuore dell’Europa. Per questo è fondamentale il collegamento con la mia carica di europarlamentare. E’ una regione confinante con nazioni  come l’Austria e la Slovenia che sono in Europa e sono importanti anche dal punto di vista economico. Insomma, sono tranquilla. Ritengo che del Friuli Venezia Giulia il Partito Democratico terrà conto”.

E poi c’è la sua attività professionale. E’ vero, come scrive Repubblica, che lei ormai è una ex avvocato?
“No. Sono piuttosto arrabbiata, anzi. Continuo ad avere lo studio che ho avviato e ci sono collaboratori che mi stanno dando una mano. Io stessa sto lavorando anche come avvocato. Lo studio e l’attività vanno dunque avanti, perché per me è fondamentale mantenere l’indipendenza economica rispetto agli incarichi politici. Non voglio infatti pensare alla politica come a una professione, ma a un servizio. E’ importante avere un posto di lavoro cui tornare quando le persone si saranno stancate di me”.

Sembra che nell’area Franceschini gli ex popolari se la stiano già prendendo con il “Serracchianismo”.
“Io sono stata  eletta nonostante il trend nazionale; in Friuli Venezia Giulia, Bersani è rimasto notevolmente al di sotto della media nazionale; la lista Semplicemente Democratici (da lei guidata, ndr) nella regione è intorno al 16-17% e in altre dove si presentava per la prima volta, come in Emilia Romagna e Veneto ha raggiunto percentuali significative intorno al 7% e in alcune zone di più. Abbiamo eletto rappresentanti della lista sia nelle assemblee regionali che in quella nazionale. Per tutte queste ragioni, mi reputo assolutamente soddisfatta. Che poi non sia venuto il risultato nazionale, al quale però abbiamo collaborato tutti, popolari compresi, dispiace a tutti ma non è un motivo per dividerci”.

Sembra ormai molto probabile che una parte del Pd lascerà il partito.
“Ho sempre detto che un partito non si sceglie dal segretario, ma perché se ne condividono i valori e il progetto e si vuole partecipare attivamente ad esso. Se ci sono persone che ritengono che con la segreteria di Bersani questo progetto non corrisponda più alle motivazioni iniziali, credo che siano libere di prendere le decisioni che credono. Io invito tutti però ad utilizzare un forte senso di responsabilità. A non deludere i milioni di persone che sono venute a votare domenica e ci chiedono non soltanto di fare un’opposizione efficace e di costituire l’alternativa, ma soprattuto di restare uniti perché in noi si riconoscono”.

Proprio nel giorno delle primarie, in un seggio di Trieste, è stato rinvenuto un caricatore vuoto con minacce nei suoi confronti. Ora si sente meno sicura?
“Non mi ha fatto assolutamente piacere, anche se la Digos è intervenuta immediatamente rassicurandomi e l’autore è probabilmente uno squilibrato. Ma sono cose che un po’ ti fanno riflettere. Io mi trovo spesso fuori, da sola. Ed episodi come questo ti comunicano un po’ di insicurezza e mi impongono di stare un po’ più attenta”.

Scandalo Marrazzo. Cosa ne pensa?
“Noi come centrosinistra abbiamo dimostrato ancora una volta che siamo diversi. Non entro nel merito della vicenda privata. Ma riguardo alla vicenda pubblica, le dimissioni di Marrazzo sono state non solo il giusto segnale ma proprio l’atto dovuto”.

…Mentre facciamo quest’intervista alle 14 di martedì, Marrazzo è ancora soltanto autosospeso…
“Sì, ma mi sembra che stia andando sulla linea delle dimissioni. E credo abbia fatto un gesto di responsabilità importante, apprezzabile in un uomo e in un politico di quella levatura”.

(affaritaliani.it, 27 ottobre 2009)

affaritaliani.it

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