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Risposta della Commissione alla mia interrogazione sul caso Nortel.

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All’appello che i lavoratori della Nortel hanno rivolto all’attenzione di parlamentari italiani ed europei, ho risposto depositando lo scorso 22 settembre un’interrogazione parlamentare con la quale chiedevo alla Commissione di promuovere iniziative immediate affinché sia impedito alle multinazionali di agire  centralmente sui licenziamenti, siano forniti adeguati strumenti di tutela del posto di lavoro e sia adottata una strategia precisa per far fronte alle gravi ripercussioni che la crisi economica sta determinando sull’occupazione.
La risposta della Commissione ben definisce le competenze, il  quadro giuridico e le risorse finanziare dell’Europa in questo ambito:

E-4703/09, E-4784/09 e P-5001/09IT
Risposta di Vladimir Špidla
a nome della Commissione
(20.11.2009)

 La Commissione ha ricevuto numerosi reclami riguardo alla società Nortel, in particolare da parte del Regno Unito, ed è quindi a conoscenza del fatto che la società sta avviando procedure di licenziamenti collettivi in Europa. 

Numerose direttive comunitarie, in particolare la direttiva 98/59/CE del Consiglio, prevedono procedure per informare e consultare i rappresentanti dei lavoratori e possono essere applicate a questo caso. Inoltre la direttiva 2008/94/CE prevede il pagamento dei diritti non pagati dei lavoratori in caso d’insolvenza del datore di lavoro e prevede che gli Stati membri creino un organismo che garantisca ai lavoratori interessati tali pagamenti. Gli organismi di garanzia devono assicurare che i diritti non pagati ai lavoratori siano versati per un periodo determinato dallo Stato membro. La direttiva fissa un periodo di garanzia minimo a livello comunitario che copre la retribuzione degli ultimi tre mesi (nell’ambito di un periodo di riferimento di almeno sei mesi) o di otto settimane (periodo di riferimento di almeno diciotto mesi).

 La Commissione ringrazia gli onorevoli parlamentari per le informazioni fornite che peraltro non permettono alla Commissione di determinare se ci sia una violazione della normativa comunitaria. La Commissione ha l’intenzione di prendere contatto con le autorità competenti italiane per chiarire la questione.

 In ogni caso è competenza delle autorità nazionali, e in particolare dei tribunali, di assicurare che le norme nazionali che recepiscono le direttive siano correttamente ed effettivamente applicate alla luce delle circostanze specifiche di ogni caso, allo scopo di garantire che il datore di lavoro rispetti i suoi obblighi a tale proposito.

 La Commissione desidera inoltre sottolineare che non ha alcun potere d’intervento per prevenire o rinviare la decisione di chiudere di una singola impresa. Le imprese non hanno alcun obbligo generale di informare la Commissione sui motivi alla base di tali decisioni. La Commissione è però molto sensibile riguardo alle ristrutturazioni delle imprese e agli effetti spesso negativi sull’occupazione e sull’economia locale.

 La Commissione sottolinea l’importanza di sostenere i lavoratori e di aiutarli a trovare nuovi posti di lavoro mediante politiche attive e invita gli Stati membri ad utilizzare tutte le possibilità offerte dal Fondo sociale europeo (FSE) e dal Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG). Il FEG può cofinanziare i costi addizionali della formazione e delle misure attive messe in atto nel mercato del lavoro in risposta a importanti licenziamenti quando questi ultimi sono il risultato di mutazioni nei modelli di commercio mondiali o dell’attuale crisi economica e finanziaria.

 Allo scopo di ottenere un sostegno nell’ambito del FEG, il numero delle persone licenziate in una società di uno Stato membro deve essere di almeno 500 persone in un periodo di quattro mesi, compresi i lavoratori licenziati presso i fornitori o i produttori a valle collegati. Le informazioni di cui dispone la Commissione indicano che il numero di licenziamenti presso la società Nortel in Italia si situa al di sotto delle 500 unità, è quindi poco probabile che si possa fare ricorso al FEG in questo caso. Il FEG può essere utilizzato unicamente in seguito ad una richiesta di fondi presentata da uno Stato membro. Nel caso in questione le autorità italiane non hanno presentato alcuna richiesta. Se tale domanda dovesse essere presentata la Commissione la esaminerà alla luce delle circostanze e delle norme del FEG e se ritenuta conforme la Commissione potrà farla pervenire al Parlamento europeo e al Consiglio (che in questo caso agiscono insieme in quanto autorità di bilancio dell’UE) per una decisione.

 Per finire la Commissione ha sviluppato un metodo coerente e generale nei confronti delle ristrutturazioni, che è illustrato nella comunicazione “Ristrutturazioni e occupazione“. La strategia mira ad anticipare i cambiamenti economici, a sostenere l’occupazione, ad incoraggiare lo sviluppo regionale e a rafforzare il partenariato a favore del cambiamento.

 

 Per maggiori informazioni consultare la pagina web della Commissione: http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=103&langId=it

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