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UE-Croazia.

11 comments

eu croazia
Come membro della delegazione, ho partecipato al decimo incontro della commissione parlamentare mista UE-Croazia che si è tenuto Strasburgo.
Non si parla molto di questo aspetto dell’attività dei deputati europei, perciò mi sembra utile informarvi.
La commissione parlamentare mista UE-Croazia è deputata a ospitare e favorire il dialogo politico in vista dell’ingresso della Croazia nella UE, ed composta da un numero uguale di deputati del Parlamento europeo e del parlamento croato (Sabor).
In questa riunione hanno preso la parola il Presidente della delegazione UE-Croazia del PE, Gunnar Hokmark e il Presidente della commissione affari esteri del Sabor e Presidente della delegazione del Parlamento croato, Mario Zubovic. Sono intervenuti anche il rappresentante del Consiglio a nome della Presidenza svedese, Per Sjogren, il capo negoziatore a nome della Repubblica della Croazia, Vladimir Drobnjak, e Alexandra Cas Granje, direttore della Direzione Allargamento presso la Commissione europea.
Sia Per Sjogren sia Vladimir Drobnjak hanno espresso il loro “parere positivo per i grandi passi avanti fatti dalla Croazia, con la quale molti capitoli sono stati aperti e chiusi senza difficoltà”.
La Direttrice Cas Granje ha sottolineato che “due sono i capitoli ancora in sospeso, concorrenza e processi criminali, mentre sussistono ancora dei problemi d’ordine politico relativamente alla lotta alla corruzione, nonostante gli sforzi compiuti dalla Croazia”.
“Lo stesso vale per la questione delle minoranze – ha proseguito – nonché per la situazione delle donne, dei bambini e dei portatori di handicap o malati mentali. Restano dei problemi legati ai crimini di guerra, in particolare di impunità, dal momento che molti casi non sono stati portati davanti ad alcun tribunale.”.
E’ stato espresso l’auspicio unanime che la Slovenia ratifichi presto l’accordo di vicinato con la Croazia, che invece lo ha già ratificato.

Anch’io ho preso la parola, per sottolineare il punto dei diritti delle minoranze e in particolare quelli della comunità italiana in Croazia, che ha precise esigenze nell’ambito dell’istruzione, a cominciare da quella materna-infantile.
Mi ha risposto la deputata Ingrid Anticevic Marinovic del Partito social democratico croato, la quale ha fatto appello alla “necessità di essere franchi e di parlare dei problemi aperti”.

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  1. Complimenti per il tuo intervento e perché ci tieni informati.
    Sulla tutela della minoranze il Friuli-V.G. ha molto da insegnare, e non solo oltreconfine, quindi è ottimo che tu possa avere un ruolo in tutto questo.

    Luca da Bazzano (BO) [...alla fine ti ho votato alle europee, non alle primarie, ma continuo a seguirti.. :-) ]

  2. daniele scrive:

    Bello … grazie è molto istruttivo … se posso permettermi…non ti dimenticare mai di chi ti ha permesso di arrivare fin li …. e prosegui con i presupposti che ha portato avanti fino ad ora… . Controlla anche un po' la politica Nazionale e di conseguenza se puoi dai risposta e motiva per chi si chiede perchè il PD non partecipa al "NO B Day" . Grazie

    • Caro daniele,
      io parteciperò al No B day, per quanto riguarda la linea del PD ti riporto l'ultima dichiarazione in merito del Segretario nazionale Pierluigi Bersani:

      «Non ho mai guardato al 5 dicembre con ostilità o sufficienza. Osservo anche mutazioni evidenti in quel corteo, sia dal punto di vista dei promotori che delle parole d'ordine. Sembrava essere nato più per strattonare il Pd che Berlusconi. Ora forse appare un'altra cosa. Un'iniziativa dei movimenti, non dei partiti. Se nessuno ci mette il cappello, se nessuno punta a creare una frattura nelle opposizioni facendo un regalo al premier saranno presenti militanti e dirigenti democratici»

  3. Mario Draghi buon ultimo ma comunque chiaro e preciso ci dice che metà dell'italia non è italiana ma della mafia. Con l'ingresso della Croazia nella UE un altro Paese sarà davanti all'italia per legalità e democrazia….oh no?

  4. Mi fa piacere, cara Debora, sapere che fai parte della Commissione parlamentare mista UE-Croazia, perchè personalmente mi interesso molto della nostra vicina penisola balcanica e del suo tormentato processo di pacificazione e avvicinamento all'Unione Europea.
    In questo ambito, è indispensabile parlare delle minoranze, come ovunque vi siano minoranze da tutelare, con i loro diritti, che poi sono i diritti di tutti. Dunque, parliamo non solo delle minoranze italiane presenti nei diversi paesi balcanici, ma di tutte le minoranze. E pensiamo, magari, di ampliare l'informazione su questi argomenti, come bene stai facendo tu, con i tuoi scritti. Buon lavoro, ciao.

  5. davide de pieri scrive:

    buongiorno,
    credo che l’eventuale ingresso della repubblica croata nell’Unione Europea debba essere preceduto da un serio dibattito e nell’accettazione da parte croata: a) del diritto al ritorno in Croazia degli esuli veneti e dei loro discendenti che desiderassero farlo; b) della restituzione o di un equo indennizzo dei beni confiscati; c) nel riconoscimento effettivo (scuola, stampa, media ecc.) del bilinguismo in Istria, Quarnaro e Dalmazia (ad oggi – l’ho constatato personalmente – ciò non avviene).
    Scrivo questo in quanto veneto e sincero democratico (lungi da me dire tutto ciò in chiave nazionalista: è una questione di giustizia!)

    un saluto e un in bocca al lupo per il Tuo lavoro quotidiano
    davide

  6. La mia opinione sulla Croazia:

    1. Il problema non e' il rispetto dei diritti umani o il confine nel Golfo di Pirano, ma il debito pubblico e la quasi-bancarotta della Croazia. Se ci preoccupiamo della Grecia, che ha raggiunto una situazione preoccupante, anni DOPO essere entrata nell' Euro, la Croazia e' PRIMA dell' ingresso un malato grave! Prima saniamola, poi facciamola entrare. Comunque sarebbe uno sbaglio fare entrare prima la Serbia che la Croazia.

    2. Il problema e' soprattutto la Kuna sopravvalutata e non la puo' svalutare, perche' i suoi cittadini si sono indebitati in Euro. La Croazia non puo' essere lasciata cadere (nulla a che fare con un' entrata in EU), perche' banche italiane (Unicredit) e austriache (tra cui Bank Austria, controllata dalla stessa Unicredit) hanno forti interessi in Croazia. Qui bisognerebbe dare alle banche un margine di manovra per far rientrare gli investimenti in Croazia a breve (per esempio con fondo di garanzia europeo a cambio preferenziale) e poi lasciare che la Croazia svaluti, ma UNA VOLTA PER TUTTE, non come l' Italia negli anni '70. Una Kuna a 0,10 Euro metterebbe la Croazia in condizioni di tirarsi su.

  7. A me piace il paese Croazia. Non mi sembra messa economicamente così male considerando che non vi è paese e tarra al mondo che sia stato militarmente aggredito e soggetto a varie guerre nel corso della storia. Un paese derubato dai suoi dirigenti, riderubato dai poteri stranieri forti ecc… Eppure, spero che i vecchi "rematori di Venezia" riescano a cavarsela e ad imbrogliare il doge. Oppure spero che i popoli Jugoslavi riuniscano il loro paese e tornino a farsi rispettare dalla arroganza e cattiveria occidentale.

  8. Io sono italo-croato, un po come tutta l'Istria. Pero devo dire che ai tempi della Repubblica Socialista di Croazia allora federata alla Juga, si stava molto bene. Il mio paese era libero e sovrano non soggetto all'occupazione occidentale, eravamo la Repubblica più industrializzata del balcani interi, potevamo gestire il nostro paese, sulla costa è stato costruito di tutto tranne naturalmente i palazzi storici al tempi di Venezia. Hanno venduto tutto.

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