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Day after.

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no b day

Lei nella piazza del No-Berlusconi day, il 5 dicembre, c’era. Debora Serracchiani, segretario regionale del Pd in Friuli Venezia Giulia e eurodeputata, racconta ad Affaritaliani l’impressione positiva che ha avuto di quel popolo: “Giovani e famiglie senza etichette di partito”. E se per il segretario Pierluigi Bersani il Pd ha fatto bene a non aderire ufficilamente, lei ha qualche dubbio in più: “Secondo me, potevamo esserci.”

Che impressione ha avuto del popolo che si è riunito in Piazza San Giovanni?
“Un’impressione ottima. Da tempo non mi capitava di vedere così tanti giovani in piazza. Ventenni, venticinquenni: una fascia d’età di solito ben poco coinvolta. E poi tante famiglie con bambini. Erano persone assolutamente eterogenee, spesso senza un’etichetta politica o di partito e che però avevano alcune parole d’ordine comuni.Non era solo la contrarietà a Silvio Berlusconi, ma ad un modello culturale che non condividono”.

Il segreterio del Pd, Pierluigi Bersani, ha ripetuto che il partito ha fatto bene a non aderire ufficilamente. Ha ragione?
“Non sta a me mettere in discussione la linea del segretario nazionale. Mi limito però a dire che potevamo esserci”.

Il Pd rischia un’emorragia di voti verso l’Idv e la sinistra?
“Non credo. Tanta gente che era in piazza ha votato o vota noi. Vedendo me, Rosy Bindi, Giovanna Melandri che eravamo lì anche se non in veste ufficiale, molti di loro si sono sentiti coinvolti e supportati. Però dobbiamo fare uno sforzo per intercettare la voce di quella piazza, senza pensare di poterne fare a meno. E iniziare a costruire una linea politica anche attraverso quest’iniziativa spontanea che è venuta dalla Rete”.

Dopo il no B-day si dice proprio che il mondo della Rete e più in generale la società civile stiano cominciando a fare a meno dei partiti.
“Stiamo vivendo, finalmente, un modo diverso di fare politica. Non credo che ciò escluda necessariamente i partiti. Si sta trasformando quel luogo virtuale in un luogo fisico, in cui c’è spazio anche per loro. E sono i partiti stessi ad averne bisogno”.

Restiamo in tema gente-partiti. Da segretario del Pd in Friuli Venzia Giulia, sei sempre più con i piedi nel Nord-est. E’ vero che da quelle parti è ormai la Lega l’unica forza ad avere un contatto davvero diretto con la gente?
“Effettivamente, nella mia regione (amministrata dal centrodestra, ndr), la linea politica sembra dettata più dalla Lega che dal Pdl. Alcune scelte fatte, come ancorare alla residenzialità l’accesso ai servizi premari compresi quelli socio-sanitari, sono tipiche di quella Lega che intende parlare in questo modo alle paure degli italiani. In queste zone credo che anche la piazza del 5 dicembre abbia scalfito poco. Proprio per questo dico che non si può fare a meno della piazza, ma nemmeno dell’azione politica dei partiti in zone come il Nord-est. Qui l’alternativa dev’essere dettata su cose concrete: il rapporto con imprese e piccoli imprenditori, oltre che certamente con i lavoratori. Ma soprattutto dando risposte a quelle paure che qualcuno sta cavalcando senza risolvere”.

(Intervista a Francesco Cocco, per  affaritaliani.it , 8 dicembre 2009)

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