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In occasione del Giorno della Memoria ho partecipato alla cerimonia che si è tenuta a Trieste alla Risiera di San Sabba, unico campo di sterminio nazista sul territorio italiano, dove hanno trovato la morte circa 5000 persone. Più tardi mi sono recata nel comune di Visco, in provincia di Udine, dove si trova un campo di sterminio in cui furono deportati, nel periodo 1943-1944, circa 3500 civili, tra cui molte donne e molti bambini provenienti dal centro-est europeo e, in particolare, dalla ex Jugoslavia.
Luoghi come la Risiera e il campo di Visco sarebbero monumenti vuoti di significato, se noi non riuscissimo ogni volta a riempirli con la nostra fiducia nell’uomo e con la volontà di progredire sulla strada della tolleranza.
Il valore simbolico di luoghi come la Risiera non deve essere sottovalutato perché l’appiattimento dei significati è il primo passo verso l’indifferenza e l’egoismo, di cui sanno approfittare le ideologie più deteriori. Ricordiamo sempre che l’Europa unita e pacifica è sorta anche dalle ceneri di questo campo di morte, dove torniamo a commemorare la forza della civiltà che ha saputo vincere sulla barbarie.
Con le istituzioni democratiche, in Italia e in Europa, abbiamo contribuito a edificare una solida cultura dei diritti e del rispetto, e perciò quelle istituzioni vanno difese contro ogni attacco che possa indebolirle.

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