Ashraf.
Questa è una storia che sembra tratta da Le mille e una notte: sorgeva in mezzo al deserto una città prospera e libera, a 60 miglia da Baghdad. Il suo nome è Ashraf, e nessuno sembra ricordare che esiste e soffre.
Ashraf era nata nel 1986, dopo il trasferimento in Iraq dei mojahedin iraniani in esilio. Un rapporto del Parlamento Europeo nel 2005 la descriveva in termini entusiastici, come un miraggio nel deserto, un’isola autosufficiente e tecnologicamente avanzata, un’enclave di libertà.
Ma vi ricordate le famose armi non convenzionali di Saddam, quelle per cui gli americani (e ahimé anche noi, grazie a Berlusconi) sono “dovuti” intervenire per preservare la sicurezza del pianeta? A causa di ciò Ashraf è stata bombardata: era una garanzia che l’Iran chiedeva al “Grande Satana”, promettendogli di non interferire nelle operazioni militari. In guerra non si guarda proprio in faccia a nessuno, e quello che oggi è uno Stato all’indice per la minaccia nucleare, nel 2003 era meglio tenerselo buono.
Nel luglio 2004 i membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran sono stati riconosciuti persone sotto tutela ai sensi della Convenzione di Ginevra. La loro tutela è stata assunta, ironia della sorte, dagli Stati Uniti, fino all’estate del 2008, quando l’hanno consegnata alle forze di sicurezza irachene, contro il diritto internazionale. Con tutto il dovuto rispetto, ci si poteva facilmente immaginare il grado di democraticità dell’esercito iracheno: infatti, il 28 luglio 2009, Ashraf è stata oggetto d’un raid in piena regola.
Mi associo ad Amnesty International nella denuncia della situazione di Ashraf. È necessario parlarne, diffondere la notizia. Ricordate la principessa Sherazade? Riuscì a salvarsi raccontando, ogni notte, un’altra storia. Facciamolo anche noi, per la democrazia iraniana.
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Tutte le guerre sono una tragedia.
Anche le attuali "guerre umanitarie", quelle combattute per "portare la pace" (!?) e che causano alcuni spiacevoli "effetti collaterali", ovvero migliaia di morti civili.
Sappiamo benissimo che le attuali "guerre al terrorismo" contro Al-Qāʿida (Al Qaeda) sono in realtà guerre per il controllo delle risorse energetiche, indispensabili per garantire gli attuali standard di vita in Occidente. Non facciamo gli ipocriti.
Lo stesso sta ora accadendo con l'IRAN, paese ricco di petrolio.
Per giustificare una sua occupazione, al fine di controllarne le risorse energetiche, si cerca in tutti i modi di screditarlo agli occhi dell'opinione pubblica occidentale: uso del nucleare, barbarie religiose, appoggio ai terroristi, ecc.. In realtà si tratta di qualcosa di vero e molto di inventato.
Ricordate le famose "armi di distruzione di massa" di Saddam Hussein???
L'Arabia Saudita e il Pakistan sono ben peggio dell'IRAN, sia per integralismo islamico, sia per appoggio al terrorismo, sia per il nucleare, ma sono "paesi amici" dunque lì va tutto bene.
L'IRAN invece non è sotto il "nostro" controllo dunque è un "paese canaglia".
PS: mi dispiace dirlo, cara Debora, ma sono assolutamente convinto che ai tempo dell'invasione dell'IRAQ di Saddam, se al posto di Berlusconi ci fossero stati Prodi, D'Alema o Veltroni il nostro appoggio all'amico americano (meglio "al PADRONE americano") sarebbe stato IDENTICO.
Lo dimostrano le scelte in politica estera degli ultimi (tragicomici) governi del Centrosinistra!!!
Cara Deborah
GRAZIE PER LA TUA PREZIOSA E CORAGGIOSA OSSERVAZIONE
Ashraf è stata per tantissimi anni una diga contro il diffondersi del fondamentalismo islamico iraniano.
a nome dell'associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia ti ringrazio e ti stringo le mani.
Ashraf ha bisogno del sostegno internazionale onde evitare un'altra catastrofica guerra con delle dimensioni apocalitiche a cui si sta preparando il regime disumano e fanatico di Ahmadinejad che tra l'altro è anche il responsabile numero uno dell'uccisione dei vostri soldati coinvolti nelleoperazioni di pace in Afghanistan e in Iraq.
grazie ancora
karimi davood, presidente dell'associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia
Caro Davood,
sono io che ringrazio voi, e cerco di dare il mio contributo.
Spero di essere utile…:-)
un forte abbraccio,
Debora
Gentilissiam On. Serracchiani
grazie per la sua attenzione e la sua coraggiosa posizione.
oggi Ashraf non e' solo un punto di riferimento per il popolo iraniano, ma anche molto importante per la pace in medio oriente che comincia dall'Iraq.
grazie ancora e con speranza alla vittoria e la pace
Ali
cara Debora__mille grazie per la sua solidarita__Chère Debora, merci pour votre solidarité, merci pour votre attention sur la situation tragique d'Achraf, merci d'en parler, Achraf est forte, Achraf est l'espoir de l'Iran, la liberté arrive en courant, nous vous attendons dans un Iran libre et démocratique.
Cher,
je suis avec vous, pour la democratie en espérant que la liberté n'arrive pas trop tard.
Debora
Cara DEBORA, questo è rivolto anche al tuo STAFF, a chi NON è così fortunato di conoscere il FRANCESE ma anche l' INGLESE o altre lingue straniere come siete VOI; chiedo cortesemente di tradurre i testi in ITALIANO, poi per rispetto verso gli stranieri e NON di madre lingua diversa dalla nostra potete senz' altro rispondere nel loro stesso IDIOMA ci mancherebbe altro la DISCRIMINAZIONE la detesto per PRINCIPIO !!!
GRAZIE, per la vostra pronta risposta e per quello che fate !!!
traduco:
@Heltic: cara Debora grazie per la sua solidarità, grazie per la sua attenzione sulla tragica situazione d'Ashraf, grazie di parlarne, Ashraf é forte, Ashraf é la speranza dell'Iran, la libertà arriva correndo, vi aspettiamo in un Iran libero e democratico.
Io:
cara,
sono con voi, per la democrazia sperando che la libertà non arrivi troppo tardi…
SDEI basta che copi e incolli il discorso e lo traduci con google traslate oppure usi firefox e installi la tool bar gi google con il traduttore della pagina
questo eè google traslate
http://translate.google.it/?client=firefox-a&...
GRAZIE per la traduzione DEBORA e a te ALE per il consiglio informatico, anche con questo esempio di AIUTO e di CONOSCENZA a un "neofita" come me si capisce l' importanza della RETE; che se gestita bene e con finalità ETICHE, si sta rivelando giorno dopo giorno uno dei più grandi e moderni strumenti "democratici" a servizio del comune CITTADINO !!! ASHRAF è un forte SIMBOLO per l' IRAN; l' antica ricca e potente NAZIONE di PERSIA, alla quale anche NOI "europei" dobbiamo storicamente e culturalmente molto !!! Domanda allora a DEBORA e VOI tutti ma quante ASHRAF ci sono anche in ITALIA, in EUROPA e nel resto del MONDO !!!???
Figurati SDEI l'ho fatto con piacere. La forza di internet è proprio questa unire le persone e condividere le proprie conoscenze con altri oggi io so una cosa e te la spiego domani non la so io e me la spieghi tu…!! "Fantastico"
caro sdei, ho già risposto nel mio primo commento, ma ribadisco volentieri: di Ashraf il mondo è pieno, ma nei "democratici" Stati occidentali si ricordano SOLO delle Ashraf presenti negli "Stati canaglia", ovvero in quei Paesi STRATEGICI che non sono sotto il NOSTRO controllo diretto.
TRADUZIONE: nessuno ti parlerà MAI delle Ashraf presenti in Arabia Saudita e Pakistan, mentre ti parleranno a lungo delle Ashraf di Paesi come Iran e Cuba.
Alla faccia dell'IPOCRISIA.