Il marchio
La legge Finanziaria 2010 del Friuli Venezia Giulia è intervenuta modificando una legge regionale preesistente, che disciplina il sistema integrato di interventi e servizi per la promozione e la tutela dei diritti di cittadinanza. Al comma 5 dell’articolo 9, si legge: “Hanno diritto ad accedere agli interventi e ai servizi del sistema integrato tutti i cittadini comunitari residenti in regione da almeno trentasei mesi”.
Il Governo ha deciso di impugnare la norma regionale in quanto “pone delle discriminazioni in materia di godimento di determinate prestazioni sociali con riguardo ad alcune categorie di cittadini”.
Era un atto dovuto, ma la decisione del Consiglio dei Ministri del Governo Berlusconi non deve trarre in inganno, perché questo sembra solo l’ultimo episodio di un gioco delle parti tutto interno al centrodestra. Le contraddizioni che continuamente si evidenziano tra la Lega e il Pdl, per tacere delle umiliazioni che sopporta l’Udc, dimostrano quanto sia fittizio il collante politico che regge la maggioranza regionale e quanto invece sia reale solo l’accordo di potere.
Mi attendo da un giorno all’altro la prossima ‘provocazione’ leghista, ma mi chiedo al contempo se e fino a che punto debba essere portata in basso la dignità delle istituzioni del Friuli Venezia Giulia, perché mai avrei pensato che la maggioranza del nostro Consiglio regionale avrebbe approvato una legge censurata col marchio del razzismo.
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Prossimi appuntamenti
Festa Democratica del PD di Poggibonsi (Siena)
sab. 17 luglio, dalle 17:00 alle 19:00
Iniziativa pubblica a Fornacette (PISA)
sab. 17 luglio, dalle 20:30 alle 22:00
ROMA- Conferenza Segretari Regionali
mar. 20 luglio, dalle 09:00 alle 12:00
Festa del Partito Democratico di Mira - Olmo di Borbiago (Venezia)
mar. 20 luglio, dalle 18:00 alle 20:00
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Egregia Debora Serracchiani,
Le scrivo per chiedere il Suo sostegno alla modifica dell'atto relativo all'elezione dei rappresentanti al Parlamento europeo a suffragio universale diretto, allegato alla decisione 76/787/CECA, CEE, Euratom del 20 settembre 1976 (di seguito "l'Atto") con l'obiettivo di impedire l'elezione di persone condannate al Parlamento Europeo.
Come Lei saprà l'atto di cui sopra oggi non dice nulla su questo problema e rimanda alle varie legislazioni nazionali. La conseguenza di ciò è che data la presenza di paesi (come ad esempio l'Italia), dove non c'è nessuna legge che impedisca ai condannati di essere eletti al Parlamento questi arrivano a sedere non solo nel Parlamento italiano, ma anche in quello Europeo.
So che una revisione dell'Atto è stato avviata nell'Autunno 2008 dalla commissione Affari Costituzionali (Afco), la bozza (Relatore Andrew Duff) regolamenta l'età minima per elettori e candidati. Credo che il divieto per le persone condannate di diventare membri del Parlamento europeo potrebbe essere preso in considerazione in questo contesto (Art. 190 paragrafo 4 del Trattato che istituisce la Comunità Europea).
Alcuni esempi:
- Vito Bonsignore (PPE): condannato a 2 anni di carcere per tentata corruzione per l’appalto dell’ospedale d’Asti.
- Aldo Patriciello (PPE): condannato per finanziamento illecito;
- Mario Borghezio (EFD): condannato in via definitiva per incendio aggravato da “finalità di discriminazione”, per aver dato fuoco ai pagliericci di alcuni immigrati extracomunitari che dormivano sotto un ponte di Torino, a 2 mesi e 20 giorni di reclusione commutati in 3.040 euro di multa;
- Nick Griffin (NI):condannato per incitamento all'odio razziale per materiale che negava l'olocausto.
- Jean Marie Le Pen (NI): condannato più volte per razzismo o incitamento all'odio razziale.
La prego infine di notare che questo problema rientra nell'ambito delle preferenze dei cittadini per le priorità di questa legislatura, come evidenziato dai risultati dell'indagine pubblicata nell'Aprile 2009 sul sito del Parlamento europeo (pagina 12: "Una grande percentuale di italiani vuole che i criteri di ammissibilità dei candidati sia rivisto; Questo è stato anche il caso con la maggior parte degli europei .. ")
Per tale motivo mi rivolgo a Lei, confidando nella Sua sensibilità verso questo problema e chiedendoLe di attivarsi per arrivare alla modifica dell'Atto per raggiungere l'obiettivo di bandire il Parlamento Europeo ai condannati, uniformando la regolamentazione per tutti i membri del Parlamento Europeo, in modo che, in futuro non ci siano più condannati né a Strasburgo né a Bruxelles, come accade purtroppo ancora oggi, anche per gravi reati.
In attesa di una Sua gentile risposta
La ringrazio in anticipo
Cordiali Saluti
Andrea D'Ambra
http://www.andreadambra.eu/?s=parlamento+europeo+...
Cara Ragazza e che ti aspetti in regione detta legge la Lega…!!
Fin che senti in giro la gente friulana che ti dice a io per non sbagliare voto Lega così sto più sicuro…!!!
Che cazzo vuol dire voto lega perché così sto sicuro..??? sicuro di che?? di cosa?? 4 contadinazzi vestiti in giacca e cravatta gli danno sicurezza??? siamo nel ridicolo….