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Il marchio

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La legge Finanziaria 2010 del Friuli Venezia Giulia è intervenuta modificando una legge regionale preesistente, che disciplina il sistema integrato di interventi e servizi per la promozione e la tutela dei diritti di cittadinanza. Al comma 5 dell’articolo 9, si legge: “Hanno diritto ad accedere agli interventi e ai servizi del sistema integrato tutti i cittadini comunitari residenti in regione da almeno trentasei mesi”.
Il Governo ha deciso di impugnare la norma regionale in quanto “pone delle discriminazioni in materia di godimento di determinate prestazioni sociali con riguardo ad alcune categorie di cittadini”.
Era un atto dovuto, ma la decisione del Consiglio dei Ministri del Governo Berlusconi non deve trarre in inganno, perché questo sembra solo l’ultimo episodio di un gioco delle parti tutto interno al centrodestra. Le contraddizioni che continuamente si evidenziano tra la Lega e il Pdl, per tacere delle umiliazioni che sopporta  l’Udc, dimostrano quanto sia fittizio il collante politico che regge la maggioranza regionale e quanto invece sia reale solo l’accordo di potere.
Mi attendo da un giorno all’altro la prossima ‘provocazione’ leghista, ma mi chiedo al contempo se e fino a che punto debba essere portata in basso la dignità delle istituzioni del Friuli Venezia Giulia, perché mai avrei pensato che la maggioranza del nostro Consiglio regionale avrebbe approvato una legge censurata col marchio del razzismo.

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