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Il Cda della Rai ha approvato a maggioranza, cinque voti favorevoli e quattro contrari, il regolamento varato dalla commissione di Vigilanza che impone lo stop ai talk show e ai programmi di approfondimento giornalistico che trattano temi politici, nel periodo delle elezioni regionali. A favore hanno votato i consiglieri di centrodestra, contrari tutti gli altri dell’opposizione.
Non ci devono essere dubbi che il Cda della Rai ha preso una decisione contro il pluralismo e contro la democrazia, e che ha lo scopo di favorire Berlusconi.
L’eliminazione degli spazi di dibattito e di riflessione non è solo una mutilazione secca dei diritti dei cittadini, ma soprattutto un robusto spintone alla campagna elettorale ‘Berlusconi style’, che non vuole convincere persone informate e consapevoli, ma vendere il suo prodotto a un pubblico docile e assopito. Si tratta dello scontro tra due modi diametralmente opposti di intendere la partecipazione dei cittadini alle decisioni sulla cosa pubblica.
Di fronte a questo ennesimo e brutale tentativo di lacerare i diritti costituzionali dare solidarietà ai giornalisti silenziati significa difendere lo Stato di diritto.
P.S. Una riflessione: a me è sembrato davvero striminzito lo spazio dedicato ieri sera dai TG Rai alla protesta dei conduttori (Rai) in via Teulada…

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