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In  Friuli Venezia Giulia l’amministrazione di centrodestra annaspa e non riesce a fornire soluzioni concrete e valide ai problemi dettati dalla crisi dell’economia. Altre infatti sembrano essere le priorità  del Pdl, che ha deciso di mettere mano alla legge elettorale regionale. E’ quasi un ritorno sul luogo del delitto. Risale infatti al 2002 il primo tentativo di controriforma elettorale con l’abolizione dell’elezione diretta del presidente della Regione. I cittadini con un referendum misero su quella norma una pietra tombale. Oggi cambia l’oggetto ma non lo stile. Grazie alla legge che il centrosinistra approvò durante il governo Illy oggi abbiamo una rappresentanza femminile significativa nella giunta regionale e un tetto massimo di tre mandati per i consiglieri regionali. Questo è solo un assaggio delle norme che il disegno di legge del Pdl si propone di eliminare o modificare. Ci torneremo su più più in dettaglio: intanto sappiamo che dobbiamo prepararci a una lotta difficile ma doverosa.

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