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Non è andata bene

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Le regionali di domenica e lunedì ci hanno consegnato la fotografia di un Paese dove i cittadini hanno meno voglia di partecipare alle scelte pubbliche e dove il Partito Democratico va incontro ad una significativa battuta d’arresto. L’imporsi di nuove formazioni (ogni riferimento ai “grillini” è voluto) in regioni che storicamente premiano il nostro governo deve suonare come un importante campanello d’allarme e stimolo a una necessaria autocritica.
La crescita impetuosa del partito dell’astensione e l’avanzata della Lega in larga parte d’Italia dovrebbero imporci una profonda e onesta riflessione come centrosinistra e in particolare come Partito democratico. Dove c’è, non sottovaluto l’affermazione dei nostri candidati ma e’ chiaro che oggi si approfondisce una questione del Nord che deve finalmente essere affrontata senza esitazioni e senza pregiudizi.
E’ vitale per la salute della democrazia riuscire a motivare nuovamente la partecipazione dei cittadini, che si sentono ormai delusi o irrilevanti, ma è altrettanto fondamentale porsi seriamente il problema di un partito territoriale populista che si insedia saldamente ben oltre il Po e lancia una pericolosa ipoteca su tutto il Paese.
Queste preoccupazioni non possono rimanere tali ma devono spronarci ad un rinnovato lavoro che ci porti a riconquistare credibilità nei confronti dell’elettorato anche con il sospirato rinnovamento della nostra classe dirigente.
C’è tanto da fare, non possiamo più aspettare!

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