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Il vero “terzo polo”

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Oggi ho scritto questa nota che è stata pubblicata su Ilpost 

Rispondendo ad Angela Frenda, che mi intervistava per il Corriere della Sera, ho confessato che mi sono incavolata quando ho visto Fini, alla direzione del Pdl, dire cose che somigliano a quelle che diciamo noi.

A dirla tutta, avrei dovuto aggiungere che un istante prima avevo provato una specie di piacere estetico davanti allo spettacolo di quel dito alzato di Fini, sventolato sotto a un Berlusconi che fumava ira. Ma tant’è, l’incavolatura alla fine aveva vinto. Ho avuto l’invincibile impressione che il Partito democratico (e io con lui, ovviamente) stesse a guardare mentre nel centrodestra volavano gli stracci. Una sensazione di essere poco rilevanti in tutto lo scenario, di mordere poco.

E’ lì che mi si è fatta strada l’idea di un rischio, quello che ormai maggioranza e opposizione potessero abitare nello stesso partito, il Pdl. Il paradosso mi serviva anche per descrivere un’altra eventualità, probabilmente più concreta perché carezzata più o meno apertamente di qua e di là dalla barricata: il congedo dal bipolarismo. Circola nelle stanze della politica italiana una voglia inconfessata (ma anche no) di liberarsi dalle pastoie degli schieramenti, di fare il balzo definitivo fuori da quella scocciatura di marca anglosassone che si chiama aspirazione maggioritaria. Tanto il sistema maggioritario nei collegi ce l’ha già tolto dai piedi Berlusconi, e quando lo tiriamo fuori lo facciamo trattandolo come un cimelio d’altre epoche. Di tutte le riforme che si potrebbero fare, rimane impronunciabile quella di tornare a un sistema elettorale appena un po’ più decente di questo, che è un feudalesimo delle nomine. Sorge il dubbio che non valga la pena sforzarci di vincere da soli e lavorare per diventare maggioranza, se si può ottenere lo stesso risultato con l’uso accorto di forbici e bilancino.

C’è chi lo ha detto a chiare lettere, e lo teorizza da tempo: “Il terzo polo è l’unica speranza che ha l’Italia, altrimenti la partita si gioca interamente nel campo di centrodestra, che interpreta i due ruoli di maggioranza e opposizione”. Non nascondo che un brivido d’inquietudine mi ha percorsa quando mi sono accorta che io e Rutelli, lo stesso giorno, abbiamo detto le stesse parole, sia pur arrivandoci da due punti opposti e per sostenere il concetto contrario. Ma mi sono subito rinfrancata pensando al terzo polo: quello c’è già e si chiama Lega.

(tratto da www.ilpost.it)

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