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1° maggio

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Nel celebrare il 1° maggio, festa del lavoro, anche quest’anno dobbiamo parlare di crisi. In questi mesi ho girato tante fabbriche del Friuli Venezia Giulia: sono stata alla Selex di Ronchi, con i lavoratori del Grossmarket di Pradamano e con quelli della Ideal Standard di Zoppola. Spesso ho trovato preoccupazione, talvolta angoscia, ma sempre ho trovato dignità, forza, determinazione a difendere il diritto al lavoro, che in questa terra scorre nel sangue della sua gente.
Il PD è il partito dei lavoratori, degli occupati e no, delle piccole imprese, degli agricoltori, degli artigiani, e il nostro impegno è costruire un’ unità tra il lavoro dipendente e imprenditoria per garantire sviluppo, benessere e occupazzione.
Se è vero che dopo questa crisi nulla sarà come prima diciamo chiaro che nessuno dovrà essere lasciato solo e che nel nuovo scenario internazionale del lavoro dobbiamo essere capaci di ritrovare la nostra collocazione ai livelli alti dell’economia mondiale.
Forse in questo giorno siamo in grado di valutare meglio le scelte fatte dalla giunta Illy, che a suo tempo aveva sì allargato il numero delle aperture degli esercizi, ma aveva fissato al contempo dei paletti molto forti che escludevano dalla trattativa le feste religiose e civili, che sono specchio dell’identità di una nazione.
Ogni livello istituzionale deve fare la sua parte, ed è di grande importanza il contributo dei vescovi della regione nell’esortare alla solidarietà e alla coesione sociale, perchè sollecita e sfida le qualità di chi ha responsabilità civili e politiche.
Purtroppo, oltre ai positivi interventi sulla cassa integrazione, dal governo Berlusconi in questi anni assai poco è stato fatto, a parte la messa in sicurezza dei problemi del premier. Si è fatta perciò maggiormente sentire l’assenza di una politica attiva sui temi della crisi e sullo sviluppo economico.
La giunta regionale si è mossa sulla stessa linea del governo nazionale, manifestando la totale assenza di una progettualità. Nonostante le nostre proposte intese a mettere assieme tutti i soggetti sociali, istituzionali e creditizi, e ad attivare con province e comuni la cantierabilità di tutte le opere già finanziate, non abbiamo visto delineare una strategia contro il declino della nostra regione. Lo stesso vuoto riscontriamo rispetto alla partita delle infrastrutture, così come rispetto al riequilibrio dello svantaggio fiscale con la Slovenia.
Non è la lista delle usuali critiche formulate dall’opposizione alla maggioranza, ma un grido d’allarme con cui vogliamo interpretare il grave disagio di tantissimi cittadini, e con cui chiediamo a chi governa la regione un maggiore, più serio e finalmente concreto impegno.
Il saluto a quanti partecipano alle manifestazioni che si svolgono oggi vorrei fosse un invito: a famiglie, lavoratori, giovani, affinchè siano presenti e consapevoli di questa giornata di festa e impegno. La vittoria nella battaglia per il lavoro, diritto fondante della repubblica non può essere appaltata a nessuno e bisogna che tutti la combattiamo in prima persona e assieme.

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