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Aria nuova

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«L’apertura di D’Alema a Fini è prematura», le fibrillazioni nel Pdl si ripercuoteranno sul quadro politico regionale, «la Lega è arrogante». Scandisce i concetti in modo sintetico Debora Serracchiani. Una carriera politica fulminante, esplosa con il discorso ai Circoli del Pd del 21 marzo 2009. Lei quarant’anni e poco più, ma ancora un visino da liceale, giovane avvocatessa trapiantata a Udine. Lei capace di prendere più preferenze di Berlusconi alle regionali, lei l’alfiere dei delusi della sinistra. Lei l’unica novità della politica italiana degli ultimi anni, europarlamentare e segretaria del Pd.

On Serracchiani, la leadership di Bersani è all’altezza delle sue attese?
Spero che lo sia.

Se il quadro politico nazionale dovesse cambiare, ritiene che l’assetto politico regionale rimarrebbe stabile intorno alla figura di Tondo?
Credo che il centrodestra conti molto su Tondo. Ma il quadro nazionale influisce molto. Basta vedere l’arroganza della Lega.

Il Pd regionale che farà adesso: intensificherà il rapporto con Libertà Civica e dipietristi, riscoprirà il rapporto con la sinistra antagonista o tenterà di sparigliare il centrodestra?
È molto importante il dialogo con il civismo regionale. Ma rimane ferma l’intenzione di avere dialogo con tutte le forze dell’opposizione, anche la sinistra antagonista e i dipietristi.

Le tre priorità del Pd regionale.
Lavoro e competitività, infrastrutture, coesione sociale.

Il primo maggio è la festa del lavoro o la sua commemorazione?
Il primo maggio è il momento per ricordare la centralità del lavoro e del primo articolo della Costituzione. Non è una commemorazione. È una festa importante che va mantenuta in tutta la sua valenza.

Energia: sì o no alla partecipazione al raddoppio della centrale nucleare di Krsko voluta da Tondo?
Non credo che sia importante Tondo. Lo è la Slovenia che a Tondo ha già risposto picche.

Da dove si pesca l’energia? Elettrodotti, rigassificatore?
All’elettrodotto non diciamo no. Ma su tutte le infrastrutture serve condivisione con il territorio e limitare l’impatto con valutazioni più approfondite. Stesso discorso per il rigassificatore. La Provincia di Trieste e il Pd hanno chiesto approfondimenti e su questo siamo in attesa.

Un aggettivo per alcuni suoi colleghi. Partiamo da Gianfranco Moretton.
Roccioso.

Enzo Martines.
Leale.

Mauro Travanut.
Filosofo.

Ha provato a parlare con Riccardo Illy per convincerlo a tornare in politica?
Non ho avuto occasione. Credo che sia piacevole parlarci, ma è qualcosa che dipende da lui e credo che abbia preso altre strade.

Chi stima di più nel centrodestra regionale?
Riccardi. È concreto.

Alessia Rosolen e Edouard Ballaman hanno invitato negli ultimi giorni a svecchiare la politica. Lei è d’accordo?
Sono assolutamente convinta che il rinnovamento della politica deve passare per un rinnovamento delle idee e delle generazioni.

Che gliene pare della querelle sul Friulano che ha riacceso la rivalità di campanile tra Trieste e Udine?
Definire tutta la regione con il “tipicamente friulano” mi sembra assurdo. Si mette a rischio la stessa specialità del Friuli Venezia Giulia.

Perché c’è tanto sesso nella politica?
Credo che sia un segno dei tempi. Dobbiamo tornare ad innalzare l’asticella della moralità.

Poserebbe nuda se le garantissero che questo fa cadere il Governo?
Il Governo cade perché non va bene per conto suo, non perché mi spoglio io.

Figli?
In questo momento non è prioritario. Ho una situazione sentimentale stabile da tanti anni, non lo escludo in futuro.

Che epitaffio farà scrivere, nel giorno più lontano possibile?
È stata una lunga corsa, ma non sono tornata indietro neanche per prendere la rincorsa.

È sua?

No, di Che Guevara.

(Intervista rilasciata a Paolo Pichierri, per “Il Gazzettino” del 4 maggio 2010)

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