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Il coro

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Da qualche mese nel centrodestra regionale è in atto uno scontro fratricida che vede come oggetto del contendere l’assessore del Pdl Alessia Rosolen, ex Alleanza Nazionale. Il bubbone è esploso martedì durante una riunione di giunta quando ha preso la parola l’assessore Rosolen: i suoi colleghi del PDL hanno lasciato l’aula accusandola di partecipare alle iniziative pubbliche dell’associazione “Un altra Trieste”, guidata dall’ex assessore comunale Franco Baldelli, il quale pare orientato a presentarsi alle elezioni comunali del 2011 come candidato sindaco, in autonomia e dissenso dal Popolo della Libertà di Trieste.
L’aspro scontro si riverbera anche sulla giunta del presidente Tondo nel suo insieme e sembra la chiara trasposizione sul piano regionale della vicenda nazionale che vede Fini protagonista di una guerra “civile” nel Pdl.
La vicenda dimostra come questo sia un segno caratteristico del Popolo della libertà, che, a dispetto del nome, non tollera alcun dissenso al suo interno e tende a demonizzare chiunque osi, anche timidamente, esporre un punto di vista differente dal verbo berlusconiano o da quello dei suoi seguaci di periferia.
Viene così messo in discussione il principio basilare che caratterizza un partito in quanto tale, la sua democrazia interna. E la democrazia interna di un partito è specchio della democrazia che esso si augura per l’intero Paese.

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