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Il coro/2

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Si è svolta la riunione di maggioranza del centrodestra in Friuli Venezia Giulia che si doveva occupare del “caso Rosolen” e dei rapporti con lo Stato sui temi del federalismo. Come previsto da ormai diverso tempo, le lotte interne del Pdl sono sfociate nella giubilazione dell’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen, rea di non essere in linea con i maggiorenti del partito.
Questo è uno di quei casi in cui si verifica la forza e l’autonomia di un presidente che, seppur eletto dal popolo al vertice di una regione, china il capo e prende poi ordini dalle segreterie di partito.
Nel centrodestra si stanno consumando faide interne simili a quelle in voga negli anni più bui della prima Repubblica, i cui costi vengono scaricati sui cittadini. Il presidente Tondo dovrebbe scegliere la sua squadra in base alla capacità e competenza, e invece compila gli elenchi degli incarichi sotto la dettatura dei partiti. E’ così che viene licenziato un assessore pur accreditato presso le parti sociali e da lui apprezzato, ed è per questo motivo che il Pdl promette “più bilancino” alla Lega Nord.

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