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Diritti in bus

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Con 36 voti a favore, 4 astensioni e 0 voti contrari il Parlamento ha votato, in seconda lettura in commissione Trasporti, il Regolamento sui diritti dei passeggeri d’autobus. Il passaggio in assemblea plenaria è previsto a luglio.
Se questa normativa fosse approvata in via definitiva, per i viaggiatori si tratterebbe di una piccola rivoluzione. In base al regolamento, infatti, per loro aumenterebbero decisamente le tutele: sarebbe possibile ad esempio chiedere un rimborso in caso di perdita o danneggiamento del bagaglio, avere garanzie in caso di ritardi o cancellazioni, si introdurrebbero biglietti integrati in modo da ottimizzare l’interoperabilità dei vari modi di trasporti. Grandi cambiamenti anche per l’assistenza e l’accessibilità agli autobus per i disabili.
Si attende però che il Consiglio europeo precisi le sue posizioni, che al momento su vari punti divergono dagli obiettivi proposti dal Parlamento.
Per cominciare, uno dei punti controversi su cui si sta cercando un accordo è il campo di applicazione del Regolamento.
Io sono favorevole a un´applicazione armonizzata ed estesa ad ogni tipo di trasporto, indipendentemente dalle distanze percorse, lasciando agli Stati membri l´opzione di escludere i trasporti regionali e locali quando questi risultano coperti da analoga tutela in presenza di un contratto di servizio pubblico. E questa è la proposta votata in Parlamento lo scorso anno in prima lettura.
Ho presentato ed è stato approvato un emendamento in base al quale, per un viaggio di più di due ore, in caso di cancellazione o di ritardo dalla partenza di un terminale, si deve considerare un ritardo di più di 1 ora invece di 2 ore
Inoltre, per assicurare i passeggeri allo stesso livello o quasi di altri modi di trasporto, come ad esempio il treno, è giusto includere la possibilità di ottenere un rimborso per un ritardo di più di 1 ora. Si vuole anche garantire che i passeggeri ricevano informazioni sulle coincidenze con altri modi di trasporto. Ciò assicurerà anche il dialogo tra i servizi di trasporto passeggeri tramite autobus e quelli tramite ferrovia.
Quanto ai disabili o alle persone a mobilità ridotta ritengo necessario garantire la massima tutela e perciò proporrei il termine di 24 ore, in luogo di 48, al fine di richiedere assistenza, nonché maggiori garanzie per il risarcimento e la sostituzione degli strumenti che garantiscono la mobilità dei disabili, in caso di loro perdita o danneggiamento. Inoltre, tenendo conto dei bisogni dei passeggeri a mobilità ridotta si dovrebbe eliminare qualsiasi barriera architettonica e migliorare le infrastrutture già esistenti per rendere accessibili i mezzi.
Lo so che questo argomento non emozionerà molto, e non credo fioccheranno i commenti. Ma anche questi sono i piccoli passi attraverso i quali ci sforziamo di migliorare la qualità della vita dei cittadini europei. E, in fondo, di costruire l’Europa.

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