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Il velo

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Non può passare giorno senza che un dirigente leghista di spicco non si esibisca in qualche acrobazia intellettuale. Oggi è il turno del brillante governatore del Veneto, Luca Zaia, il quale, in mancanza evidentemente di problemi più gravi, si preoccupa del fondamentale tema delle previsioni meteoreologiche, le quali secondo lui dovrebbero essere improntate a un maggiore tasso di federalismo per risultare più esatte.
Nello stesso tempo, in una intervista rilasciata alla redazione milanese di Repubblica, il suo collega lombardo, Roberto Formigoni, squarcia il velo di bugie e fumisterie che quotidianamente il governo si sforza di tessere.
La manovra d’ispirazione leghista, con tanti saluti al federalismo, appare così nei suoi tratti più veritieri: un consistente taglio orizzontale a tutte le Regioni (virtuose e no) che le costringe a compensare le minori entrate scaricando il peso sui cittadini. E ponendo gli amministratori davanti al bivio: meno servizi o più tasse?
In entrambi i casi una scelta contradditoria rispetto all’immagine rosea di un governo “che non mette le mani nelle tasche degli italiani”, ripetuta ormai da anni.
A essere toccati – è sempre Formigoni a dirlo – saranno i contributi alle imprese, il trasporto locale, l’ambiente e la scuola. Degli sprechi dei ministeri romani, tanto contestati quanto cari ai ministri leghisti che li occupano, invece non se ne parla proprio.
Notevole la chiosa le governatore lombardo: “spiegheremo alla maggioranza e all’opposizione che questa manovra va cambiata”.
Ringrazio per l’interessamento, ma noi lo avevamo capito già da tempo…

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