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Scendere in basso

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E’ polemica fra il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo e il suo collega lombardo Roberto Formigoni, tutti e due Pdl, sulla manovra economica del Governo.
Tondo ha criticato le affermazioni del presidente del Comitato delle Regioni Vasco Errani e quelle dello stesso Formigoni, in cui si dichiara irricevibile la manovra del Governo e si considera l’opera del presidente del Consiglio Berlusconi alla stregua di quella di un padre “sciamannato”.
Formigoni ha risposto che che le affermazioni del collega erano “capziose e offensive”, perché Tondo aveva contribuito con tutti i presidenti di Regione a scrivere il documento che poi era stato approvato all’unanimità.
Direi che non siamo mai scesi cosi’ in basso, con il presidente che, invece di difendere le prerogative di una regione a statuto speciale, corre in soccorso della manovra del Governo, proprio quando tutti gli altri denunciano il rischio di taglio dei servizi o di aumento delle tasse.
Così facendo si incrina la solidarietà fra le Regioni, si indebolisce la Conferenza dei Presidenti e si calpestano i principi del federalismo.
Invece di indorare la pillola dei tagli di Tremonti il presidente Tondo ci assicuri che farà tutte le pressioni politiche e i passi formali necessari affinché il Governo sborsi i 283 milioni dei tributi Inps e ci dia le garanzie necessarie allo sblocco dei finanziamenti per la terza corsia. Che la Banca Europea per gli Investimenti sia pronta a dare un miliardo di finanziamento non è certo una notizia dato che il pallino è ancora saldamente nelle mani del Governo, il quale non ha ancora deciso quale sarà la sua politica autostradale in Friuli Venezia Giulia, e cioè che cosa intende fare delle concessioni di Autovie Venete.

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