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Finest

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Al Senato nell’ambito della discussione sulla manovra sono stati presentati tre emendamenti accomunati dallo stesso effetto: portare a compimento un terzo scippo nei confronti del Friuli Venezia Giulia dopo le vicende su compartecipazioni Inps e infrastrutture.
Gli emendamenti, presentati fra gli altri da un senatore veneto del Pdl, propongono di cancellare Informest e Finest entro fine anno per costituire una spa che riunificherebbe tutte le società delegate a favorire il sistema delle imprese italiane all’estero. Queste due società rappresentano due dei più importanti volani per lo sviluppo economico: sono società che funzionano e la sola Finest ha un tesoretto proprio di oltre 100 milioni.
Mentre il controllo di Finest si gioca in romanissime lotte di potere tra ministri e cordate, in regione tacciono il segretario padano Fontanini e il presidente Tondo.
Se la lezione di federalismo che i leghisti nostrani hanno imparato è quella insegnata sui prati di Pontida, possiamo ben dire povero Friuli Venezia Giulia. La situazione è surreale: Bossi fantastica che i ministeri siano ‘decentrati’ nell’Italia del nord, Zaia ne rivendica subito uno al Veneto, e intanto a noi tolgono uno strumento utile già nostro.

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