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Danubio

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Nelle scorse settimane avevo chiesto che il Governo si facesse promotore di un’azione diplomatica volta a favorire l’inclusione della regione autonoma Friuli Venezia Giulia, della regione Veneto e delle provincie autonome di Trento e Bolzano nella macroregione danubiana.
Il ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, mi ha risposto con una lettera in cui , al contrario, si dice convinto che il Friuli Venezia Giulia, il Veneto e le provincie di Trento e Bolzano potranno essere protagoniste in un’altra macro-regione, quella adriatico-ionica. Secondo Frattini la Strategia adriatico-ionica avrebbe nell’Italia il suo asse centrale e dovrebbe guardare all’area balcanica in una sua futura prospettiva europea, come all’ambito che meglio potrebbe offrire alle Regioni italiane un ruolo di primo piano.
Una risposta cortese nelle forme ma che nel merito chiude, e delude tante attese proprio nel Nord-Est se pensiamo che nella Strategia del Danubio tra gli altri sono compresi non solo tutta l’Austria e la Slovenia, ma anche l’Ungheria e una parte della Baviera, cioè pesanti controparti commerciali delle nostre regioni. Per tacere le situazioni paradossali che si verranno a creare, dato che nella strategia danubiana verrà compreso il porto sloveno di Capodistria, e non quello di Trieste. La strategia Adriatico-Ionica comprende Serbia, Montenegro, Croazia, Bosnia Erzegovina e Albania, e quando partirà avrà senz’altro un senso per le regioni adriatiche italiane dalle Marche in giù, ma salendo a Nord le aspirazioni cambiano radicalmente.

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