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L’Aquila

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Oggi una manifestazione ha portato nel cuore di Roma i cittadini aquilani, delusi da questo Governo che oltre a non dare alcuna garanzia sui fondi e sui tempi per la ricostruzione, da dicembre farà ripartire al 100% il prelievo fiscale nei territori terremotati.
Hanno trovato ad attenderli un inaspettato blocco formato da carabinieri e polizia. Ne sono nati tafferugli e violenze con il risultato di due feriti e diversi manifestanti colpiti da manganellate fra cui il sindaco Massimo Cialente e il deputato del PD Lolli.
Questi scontri hanno dissipato la cortina fumogena che gli show del premier a L’Aquila aveva creato.
Dietro il fumo degli annunci rimane ora una realtà ben descritta da chi si trova ad amministrarla: “Lì è stata costruita una città temporanea: case temporanee, chiese temporanee, uffici e negozi temporanei. Dobbiamo pagare 350 milioni per l’emergenza ed è tutta da avviare la ricostruzione”.
Come sempre ai proclami ed alle autoincensazioni, tipiche di questo Governo, segue la dura realtà dei problemi non risolti.
Cercare di ridurre al silenzio chi, difendendo la propria dignità, manifesta la rabbia e l’indignazione verso uno Stato che abbandona i più deboli è solo un modo per nascondere la polvere sotto il tappeto.

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