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Welfare

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Lunedì il centrosinistra regionale è tornato a dare una dimostrazione anche visiva di unità. Ci siamo presentati assieme, concentrati su temi concreti, per contrastare gli errori della maggioranza. L’occasione per sederci attorno ad un tavolo, alla presenza della stampa, è stata la recente vicenda di giustizia, ordinaria o costituzionale, che ha azzoppato alcuni provvedimenti del centrodestra in materia di welfare, abrogando la norma che prevedeva 36 mesi di residenzialità in regione come requisito necessario per accedere alle misure di assistenza e cassando la norma sull’accesso al cosiddetto bonus bebè.
Con questi episodi si è aperto un nuovo scenario politico. E siccome dobbiamo evitare un welfare fatto da giudici in Tribunale, abbiamo annunciato che presenteremo emendamenti che tolgano questo requisito anticostituzionale e facciano pulizia in tutte le leggi sul welfare.
La Lega e il suo capogruppo Narduzzi hanno reagito immediatamente attaccando il centrosinistra e me.
Purtroppo ha aperto bocca senza ricordarsi che la Lega governa il Paese da anni e che quindi deve assumersi, a tutti i livelli, le responsabilità delle scelte che fa a livello nazionale.
La Lega si dovrà rassegnare a vederci uniti sempre più spesso, per rimediare ai danni fatti dalla Lega in regione, dove in due anni i disoccupati e cassaintegrati sono aumentati al di sopra della media; e ora mettono pure le mani nelle nostre tasche. Perciò, invece di parlare a sproposito, dovrebbero spiegare ai friulani e ai giuliani quanto costerà ad ognuno di loro la manovra finanziaria approvata a Roma con la benedizione della Lega.
Se poi parliamo di federalismo ricordo che mentre noi chiediamo al Governo di dare al Friuli Venezia Giulia le risorse che le spettano, la Lega di Narduzzi si inchina supina ai voleri di Roma.

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