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Pantalone

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Le quote latte, cioè i limiti alla produzione introdotti nel 1984 per evitare il crollo dei profitti per gli allevatori dovuto a eccesso di offerta, e le relative multe inflitte dall’ Unione europea, sono da anni uno dei tormentoni italiani.
Fino a oggi un importante numero di produttori ha consapevolmente sforato i limiti europei confidando sul fatto che alla fine, comunque vada, paga Pantalone. Spesso, infatti, le multe vengono pagate dallo Stato che finora si è fatto carico di almeno 1,7 milioni di euro.
Nella discussione sulla manovra finanziaria, svoltasi in questi giorni al Senato e conclusasi con l’ennesima fiducia, la Lega ha imposto al Governo, come oramai d’abitudine, un emendamento sulla materia rivelando con chiarezza la sua linea politica in economia: il clientelismo irresponsabile.
L’ emendamento prevede la proroga del pagamento delle multe dal 30 giugno al 31 dicembre andando contro tutte le indicazioni provenienti dall’Unione Europea.
Spero non sentiremo più da questo partito appelli al rigore e alla legalità, perché l’operazione sulle quote latte è degna dei famosi “assalti alla diligenza” a cui si assisteva durante le finanziarie della prima repubblica.
Ed esattamente come nella prima repubblica, il miliardo circa della maxi-multa dell’Unione europea andrà ad aumentare il debito pubblico e sarà spalmato su tutti i cittadini italiani, anzi date le proporzioni delle imposte versate all’erario, soprattutto su quelli del nord.
E’ anche grazie a comportamenti come questi se non riusciamo a sollevare la credibilità e il prestigio dell’ Italia nelle sedi dell’ Unione europea, dove una scarsa autorevolezza si paga a caro prezzo.

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