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Aeroporti

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Nei giorni scorsi, l’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) ha trasmesso al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il Rapporto sulle strategie di programmazione per il sistema aeroportuale italiano.
Dal documento curato da One Works, Kpmg e Nomisma, i cui contenuti sono stati esposti anche dal “Sole 24 Ore”, risulta che per gli enti locali non sono più sostenibili i costi per scali che sono mal collocati, mal collegati e sottocapitalizzati, e soprattutto che è giunto il momento di fare sistema a livello nazionale e di macroaree.
Lo studio spiega chiaramente che la metà degli scali italiani – ventiquattro su quarantotto – dovranno essere chiusi o drasticamente ridimensionati a causa del flusso insufficiente di passeggeri o per insuperabili vincoli infrastrutturali: l’unica prospettiva di crescita davvero percorribile sarebbe quella di incentivare i nostri tre scali intercontinentali (Fiumicino, Malpensa e Venezia) con adeguate infrastrutture e con la specializzazione dei loro aeroporti minori come Ciampino (o Viterbo), Linate e Treviso. Infatti le proiezioni sul 2030 prevedono, su questi tre centri, aumenti considerevoli: gli aeroporti di Roma, che oggi accolgono 39 milioni di passeggeri l’anno, ne potrebbero fare 80, l’hub di Milano potrebbe passare da 19 a 46 milioni, e il sistema Venezia-Treviso da 8,5 a 20. Questo a patto che si varino strategie razionali.
Ho perciò indirizzato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo di intervenire sulla materia, anche potenziando l’intermodalità nei trasporti, e che venga proposta nel nuovo quadro del Trattato di Lisbona, la previsione di dialoghi continui tra la stessa Commissione e i responsabili dei trasporti dei Parlamenti nazionali, al fine di condividere informazioni e collaborare a un’attuazione migliore e più efficace della normativa UE in materia di trasporti.
Ho anche chiesto che sia avviato uno studio sul ruolo strategico degli aeroporti in Europa in relazione alle altre infrastrutture di trasporto (corridoi ferroviari merci e passeggeri, porti e loro collegamenti, interporti e vie navigabili interne), così da poter disegnare una rete integrata della mobilità in Europa, ed evitare che si riproduca lo spreco già sperimentato in Italia.
Il primo volo sulla tratta Brescia-Rimini, lo scorso giugno, è stato annullato per mancanza di passeggeri. Affinché non si ripetano cose del genere, pensiamoci prima.

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