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Il Polpo

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Ho rilasciato questa intervista sulla situazione politica nazionale al settimanale “Il Friuli”:

Nonostante “una manovra che colpisce le fasce più deboli della popolazione e casi di diffusa corruzione” l’europarlamentare e segretario regionale del Pd Debora Serracchiani non crede a scossoni immediati dal punto di vista politico.

Berlusconi ad oltranza, governo tecnico, larghe intese, accordo con Casini o nuove elezioni? A cosa ci stiamo avviando?

“Ci vorrebbe il polpo Paul… Credo poco alla fantapolitica che sopratutto d’estate riempie i nostri quotidiani. La realtà di ogni giorno palesa sempre più un fallimento politico: quello del governo Berlusconi. Al di là di spot e annunci abbiamo un governo che, nonostante i numeri, non governa e non decide. All’orizzonte vedo il dissolversi delle cortine fumogene che coprono mediaticamente il Governo. Sarà quello il vero momento di ‘rottura’. Come reagirà Berlusconi? Ribalterà il tavolo scegliendo la soluzione che meglio si addice al suo futuro politico: e all’eventuale implosione della maggioranza risponderà con elezioni anticipate da trasformare nell’ennesimo referendum sulla sua persona”.

Come dovrebbe comportarsi il Pd in questa fase? Avrebbe senso un “governissimo” o meglio le urne?

“Oggi le ipotesi di governissimo, larghe intese e governi tecnici non solo sono fuori luogo, ma rappresentano il più grande regalo per Berlusconi. Abbiamo un Governo che dispone di un’ampia maggioranza e si deve assumere la responsabilità delle proprie azioni. Quando si dimetterà la nostra Costituzione prevede gli strumenti necessari a guidare questa situazione. Non mi pare che questo sia all’ordine del giorno. In quel momento si può aprire la discussione che è in atto oggi: tuttavia si sappia che il PD è sempre pronto a presentarsi agli elettori”.

In caso di nuove elezioni il centrosinistra ha un candidato premier? Finora l’unico ad aver lanciato il guanto di sfida è Vendola: provocazione o asso nella manica?

“Ribadisco: il problema non è all’ordine del giorno. Quando ci saranno le elezioni parleremo di candidature”.

Le “icone” del rinnovamento nel Pd siete lei e Matteo Renzi. Che ruolo avranno i “quarantenni” in caso di voto anticipato?

“Oltre a Renzi e me, per fortuna, nel PD ci sono parecchi altri. Anche se non è che essere ‘un’icona del rinnovamento’ sia il massimo delle gratificazioni: le icone si appendono al muro e là restano. Questa generazione di ‘quarantenni’ , invece, se valorizzata può essere il futuro, il segno che il PD ha accolto le istanze di rinnovamento che vengono dalle società. Non mi illudo che ai giovani venga steso un tappeto rosso: bisognerà conquistarsi tutto sul campo, dimostrando di saper fare politica e guadagnarsi consensi. Nulla viene regalato in politica, ed è giusto così: ovviamente finché la chiusura delle élite di partito, pregiudicando la meritocrazia, non comincia a ritorcersi contro il partito stesso”.

Veniamo allo scenario regionale. Se Roma piange, Trieste non ride: il rimpasto di giunta non ha soddisfatto tutti …

“Ha soddisfatto davvero soltanto la Lega, che nemmeno nasconde il suo compiacimento. E forse un pezzo di Pdl triestino che doveva fare piazza pulita di un’area di dissenso interno. Tutto nell’indifferenza rispetto alle esigenze dei cittadini e alle urgenze della crisi, e neanche un pensiero è andato ai lavoratori. Vale anche la pena ricordare le perplessità della Confcommercio e della Confindustria regionale su questa operazione, che comporterà una lunga fase di transizione prima dell’acquisizione delle competenze da parte dei nuovi assessori: in sostanza le categorie restano per vari mesi senza interlocutori istituzionali. Hanno perso la bussola della responsabilità politica”.

Domanda secca: dal federalismo il Friuli Venezia Giulia ci guadagna o ci perde?

“Premetto che in questa partita del federalismo non rientrano i diritti acquisiti come le compartecipazioni Inps che il governo di Berlusconi e della Lega deve dare al Friuli Venezia Giulia. Allo stato dell’arte il federalismo dei proclami ha prodotto solo il decreto sul federalismo demaniale. Risultato: dopo che per 50 anni la nostra regione ha svolto la funzione di avanguardia di difesa della Nazione, sacrificando oltre il 50% del suo territorio, con questo provvedimento ci vengono affibbiate solo le strutture fatiscenti mentre lo Stato centrale, diretto da Berlusconi e dal federalista Bossi, mantiene a se stesso tutta la parte economicamente più interessante. Se il futuro federalista è questo c’è da preoccuparsi”.

Terza corsia, Corridoio 5, Tav sono le parole d’ordine di questa giunta. Lei però ha lanciato un forte allarme sul tema delle infrastrutture. Cosa sta accadendo?

“Non mi stancherò di ripeterlo: siamo a un punto critico, in cui si potrebbe dare una svolta al sistema infrastrutturale del Nordest, ora allo stremo, oppure restare per sempre indietro e marginali. Perciò è fondamentale dare impulso alle grandi opere strategiche europee: ai corridoi Lisbona-Kiev e al Baltico-Adriatico, ma anche al sistema portuale dell’alto Adriatico e ovviamente alla fondamentale rete degli interporti. Adesso sta accadendo quello che si temeva: i fondi per la Tav sul ramo Nordest sono a rischio. Si sono accumulati anni di ritardi, soprattutto in Veneto, per la presentazione dei progetti e dei tracciati. L’ultima scadenza per la progettazione della Venezia-Trieste è a dicembre 2010, poi perderemo centinaia di milioni. E tutto ciò accade per precise responsabilità di chi governa e amministra”.

Intervista a cura di Walter Tomada pubblicata sul settimanale IL FRIULI del 23 luglio

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