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Precari clandestini

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Viene a galla in questi giorni un altro fallimento governativo. Il 31 luglio scadrà il contratto di lavoro interinale di 650 precari assunti dal Ministero dell’Interno. Il 31 dicembre subiranno la stessa sorte altri 643 precari assunti nel 2005 con concorso pubblico e che attendono, da allora, la promessa stabilizzazione. Attualmente questi 1293 precari prestano servizio presso gli sportelli unici per l’immigrazione delle prefetture nonché gli uffici immigrazione delle questure.
Non si tratta di una mera questione di disoccupazione, ma stiamo anche parlando di sicurezza e ordine pubblico, oltre che naturalmente del settore delicato dell’immigrazione. Questi lavoratori rappresentano infatti l’80/90% del personale addetto presso gli uffici immigrazione e sono, secondo le stesse pubbliche amministrazioni interessate, indispensabili per l’ordinaria e fluida attività degli uffici territoriali del Governo nonché degli uffici delle questure. A riprova ci sono le diverse note di merito a loro indirizzo da parte di vari questori e prefetti, nonché le comunicazioni inviate da queste autorità al ministero dell’Interno, intese a mantenere le unità ancora in servizio ben oltre il 2010 e dunque a stabilizzarle.
Rappresentano inoltre un investimento che il ministero dell’Interno ha voluto compiere, garantendo loro una formazione specifica (e per questo motivo anche difficilmente spendibile in un diverso contesto lavorativo) e finalizzata ai compiti loro attribuiti. Un investimento che oggi corre seriamente il rischio di essere dilapidato.
Il lavoro di cui si sono occupati fino ad oggi, un lavoro amministrativo, ricadrà sulle spalle degli agenti delle forze dell’ordine che saranno quindi costretti a ridurre la loro fondamentale presenza sul territorio. E tutto ciò in barba alle tanto sbandierate politiche della sicurezza.
Sono stata contattata da questo gruppo di lavoratori, che ha cercato invano di farsi ascoltare dal ministro Maroni, e ho assicurato la mia attenzione e il mio impegno, in conformità alla mia funzione e al mio ruolo politico. Il Partito Democratico, intanto, alla Camera dei Deputati  ha sollevato il problema con un interpellanza urgente dell’onorevole Daniela Sbrollini, sostenuta da altri 37 firmatari.
Il silenzio e l’inerzia del Governo di fronte a questa vicenda fa riflettere. Cercare di gestire la questione immigrazione favorendo la regolarizzazione di colf e badanti e la rapida integrazione dei lavoratori immigrati, fondamentali sopratutto per le aziende del Nordest, senza fornire gli uffici di persone adeguatamente formate assomiglia molto all’atteggiamento di quei bambini che in spiaggia cercano di svuotare il mare con il secchiello.

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