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Minoranze e diritti

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In Friuli Venezia Giulia si sta realizzando la violazione dei diritti delle minoranze linguistiche, palesemente dimenticate dal centrodestra.
Sabato scorso abbiamo con forza chiesto al governo regionale una cosa che dovrebbe essere molto semplice: che siano applicate le leggi nazionali e regionali vigenti.
Vogliamo che non ci sia una forza politica, e il riferimento alla Lega Nord non è casuale, che fa della bandiera delle minoranze linguistiche e soprattutto della tutela del friulano una battaglia identitaria, salvo poi non fare nulla per l’effettiva salvaguardia.
Siamo perfettamente coscienti che ci sono anche altre priorità, e di quelle continueremo a occuparci, a cominciare dal lavoro e dagli effetti della crisi economica. Tuttavia, per noi, questi diritti non si possono trascurare e vanno tutelati.
Negli ultimi mesi in regione si contano numerosi esempi di «mancata tutela» delle minoranze linguistiche.
In provincia di Pordenone c’è il caso di un consigliere comunale di Spilimbergo al quale viene impedito di esprimersi in friulano proprio da un assessore comunale leghista all’identità linguistica. Su questo stiamo valutando la possibilità di un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.
Abbiamo poi attirato ancora l’attenzione sul caso della scuola bilingue di San Pietro al Natisone, senza sede a 50 giorni dall’inizio dell’anno scolastico.
Abbiamo sottolineato che dal 2002 ad oggi, i finanziamenti alla legge 38/2001 per la tutela della minoranza slovena sono passati da 11 agli attuali 3,2 milioni, mettendo a rischio la stessa sopravvivenza di molte associazioni culturali e le attività di enti locali.
Le prime azioni concrete che ho annunciato sono due interrogazioni che il PD presenterà sul tema al Consiglio provinciale di Udine, a quello di Pordenone, al Consiglio regionale e al Parlamento.

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