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OGM

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A luglio l’Unione Europea è intervenuta su un tema delicato: l’uso degli organismi geneticamente modificati in agricoltura. La Commissione Europea, modificando la precedente normativa, permette agli Stati membri di escludere la coltivazione di Ogm da vaste zone del loro territorio nazionale.
Dopo lunghe e accese discussioni, infatti, la Commissione propone ora di dare ai Paesi membri il diritto di decidere se coltivare organismi geneticamente modificati sul proprio territorio. L’UE manterrebbe invece la procedura europea di autorizzazione degli Ogm, fondata su una valutazione scientifica della loro sicurezza.
L’argomento è esploso in questi giorni a seguito dell’azione messa in atto dalle tute bianche di Ya Basta, che nel corso di un blitz hanno distrutto 3500 metri quadrati di coltivazioni Ogm a Vivaro, in provincia di Pordenone.
Come dimostra il dibattito europeo non siamo di fronte a un fulmine che cade a ciel sereno, ma a una questione largamente annunciata, dibattuta e denunciata anche a livello nazionale sin da quando era ministro dell’Agricoltura il leghista Zaia, ora impegnato ad applaudire l’illegalità delle tute bianche e delle quote latte. Gli stessi parlamentari del Partito democratico hanno ripetutamente richiamato il Governo a rispondere di ritardi e inadempienze, ma purtroppo le sue priorità sono altre e dunque non ha tempo per occuparsi del Paese.
Ce n’è abbastanza perché il Governo e la Regione decidano di cominciare a muoversi. Noi, in tema di colture ogm, abbiamo ad oggi almeno due certezze: che non le vogliamo e che il Governo finora se n’è lavato le mani.

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