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Aereoporti

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È di questi giorni la risposta del commissario Siim Kallas a una mia interrogazione, che faceva seguito alla pubblicazione, nel luglio scorso, dello studio One works – Kpmg – Nomisma, secondo cui 24 scali italiani, ovvero la metà di quelli già in funzione, dovranno essere chiusi o ridimensionati perché il loro bacino di traffico non è sufficiente e ci sono molti vincoli infrastrutturali.
A fronte della necessità di una razionalizzazione delle strutture aeroportuali e degli effetti della crisi, chiedevo l’intervento della Commissione per invitare gli Stati membri a: migliorare le infrastrutture già esistenti e potenziare l’uso intermodale dei trasporti; proporre che nel nuovo quadro del trattato di Lisbona ci siano dialoghi continui della Commissione con i responsabili dei trasporti dei parlamenti nazionali, al fine di condividere informazioni e collaborare a un’attuazione migliore e più efficace della normativa dell’UE in materia di trasporti; avviare uno studio sul ruolo strategico degli aeroporti in Europa in relazione a tutte le altre infrastrutture di trasporto (corridoi ferroviari merci e passeggeri, porti e i loro collegamenti con la rete dei trasporti, interporti e vie navigabili interne).
Il commissario Kallas, nella risposta, ha elencato i provvedimenti europei in materia e ha ricordato che la potestà primaria sulle priorità nazionali nel campo delle reti di trasporti rimane ai singoli stati membri. Ha inoltre sottolineato come il piano europeo “per migliorare le capacità, l’efficienza e la sicurezza degli aeroporti in Europa” (approvato nel 2007), prevede una serie di misure atte a migliorare l’uso e la pianificazione delle infrastrutture aeroportuali, innalzandone al tempo stesso gli standard di sicurezza ai livelli più alti e rafforzandone l’efficienza ambientale. Il piano comprende pertanto azioni concrete volte a potenziare l’intermodalità presso gli aeroporti, favorire la pianificazione congiunta delle reti di trasporto e migliorare gli accessi di superficie agli aeroporti regionali.
Sicurezza, sostenibilità ambientale e intermodalità sono dunque confermate come parole guida per l’“Osservatorio sulle capacità aeroportuali” creato nel 2008 dalla Commissione e composto da Stati membri, autorità nazionali competenti e parti interessate.
Resta inteso che mantengo accesa l’attenzione su questo argomento perché sono convinta che lo spazio aereo europeo e le infrastrutture aeroportuali siano rilevanti tanto quanto le grandi vie e il sistema portuale.

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