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Gli estremisti

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Ieri, approfittando di un intervista al quotidiano cattolico “Avvenire”, il vicecapogruppo vicario al Senato del PDL, Gaetano Quagliarello, ha dichiarato che il PDL deve costruire il partito dei moderati.

Mi pare evidente che travestire il Pdl da partito dei moderati è un’impresa davvero erculea. Infatti è ben difficile trovare un partito più estremista in politica, più antiliberale in economia e più materialista nell’esempio morale di quanto non sia il Pdl, a cominciare da Silvio Berlusconi che ne è il capo.

Ma soprattutto penso che si dovrebbe smettere di giocare con le parole, come si fa quando si utilizza un concetto vago e multiuso come quello di “moderati” come fosse sinonimo di “cattolici”, nell’intenzione di lanciare segnali a un mondo che guarda con crescente o aperto scetticismo alla cultura del possesso e dell’effimero propugnata e incarnata da Berlusconi.

Il tentativo di asservimento della giustizia, l’esaltazione del privilegio al posto del rispetto delle norme, lo stesso accanimento nel voler monopolizzare i temi della bioetica, che non sono materia partitica, dimostrano quanto scarse siano le risorse valoriali di cui si fa bandiera il Pdl.

E chi i suoi valori li ha saldi e autentici riconosce da lontano quelli contraffatti e non si fa strattonare.

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