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Erasmus

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Il progetto Erasmus è uno dei pilastri culturali e simbolici su cui poggia l’architettura europea. È l’occasione per molti dei nostri giovani di integrarsi con i loro corrispettivi europei. Non sempre però le cose funzionano come dovrebbero.
Qualche giorno fa mi è giunta una mail da una studentessa italiana in Erasmus in Francia che ha incontrato diverse difficoltà nella ricerca di un immobile in affitto. Le agenzie immobiliari e le persone a cui si è rivolta chiedevano o la firma di garanzia di una persona che lavora in Francia oppure il deposito anticipato in un conto corrente bloccato di un anno di affitto. E chiaro che questi sono ostacoli oggettivi che vanno a frapporsi tra l’ispirazione che sta alla base del progetto Erasmus e la sua concreta attuazione, generando anche uno scompenso determinato dalle diverse capacità economiche o di rapporti delle famiglie degli studenti.
Ho evidenziato questi problemi alla Commissione Europea con un’interrogazione chiedendo quali misure attive intende adottare per favorire la mobilità degli studenti e degli insegnanti cosi come stabilito dall’art. 165 del Trattato di Lisbona e quali strumenti intende adoperare contro coloro che ostacolano l’iter di questo progetto.
A margine, ma non secondariamente, voglio sottolineare lo spirito della mail che mi ha indirizzato la giovane studentessa: traspariva dalle sue parole non solo l’irritazione per un problema concreto ma un’evidente passione per l’Europa e una sincera delusione per il cattivo funzionamento di uno strumento che incarna questo spirito.

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