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Stappiamo il PD

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«Le nuove generazioni devono capire che è questo il momento storico per riprendersi i propri spazi». È decisa Debora Serracchiani, 39 anni, avvocato ed europarlamentare: per il Partito democratico non c’è lifting che tenga.
Non è un caso se le vecchie volpi del Pd detestano il cosiddetto “nuovismo stile Serracchiani” fin dalla primavera 2009, quando, durante l’Assemblea nazionale dei circoli del partito, le critiche della friulana travolsero la dirigenza nazionale tra gli applausi della platea.
Intanto Pierluigi Bersani, incassando l’ennesimo rimprovero di essere il leader di un partito gerontocratico, dichiara: «Noi della vecchia guardia possiamo tenere ancora un po’, ma poi dovremo andare a riposarci». Chi vivrà vedrà. Per il momento è solo un altro appunto sul taccuino.

Domanda. Onorevole Serracchiani, prendiamola alla larga: come si trova in Europa?
Risposta. Bene, l’atmosfera è stimolante, imparo un sacco di cose.
D. A volte si ha l’impressione che l’Ue sia quasi un esilio inflitto dai partiti ai figli disobbedienti…
R. L’Europa è una grande occasione per chi sa riconoscerla. Diventa un esilio solo per chi non riesce a staccare lo sguardo dall’orticello.
D. Questa è una risposta politicamente corretta.
R. Mica tanto.
D. Tempo fa con le sue parole fece tremare la dirigenza Pd. Rifarebbe lo stesso discorso a Bersani & Co?
R. Sono contenta di aver fatto quell’intervento. Continuo a pensare che la politica richieda coraggio e che le criticità debbano essere affrontate, non messe da parte. Non basta denunciare, occorre dare risposte.
D. Oggi Renzi promuove la campagna del “rottamiamoli”. Sposa in toto la linea del sindaco di Firenze?
R. Non mi piace il termine “rottamiamoli” e non lo uso, ma non è questione di forma, bensì di sostanza. Ciò che ci dice Matteo è largamente sentito da molti nel Paese e nel partito. L’esigenza di rinnovare è ineludibile.
D. Come affrancarsi dai vecchi del partito?
R. Non ci si fa certo strada con l’età, ma con la competenza, la capacità e la tenacia. Da un lato spero che i leader storici capiscano che è loro compito anche favorire le nuove leve, dall’altro che i giovani capiscano che bisogna anche saper prendersi lo spazio che non viene dato spontaneamente.
D. Imperversa la polemica Renzi-Finocchiaro: chi ha fatto tre mandati non si aggrappi alla poltrona, dice il sindaco di Firenze. È d’accordo con lui?
R. In un mondo perfetto il limite dei mandati non sarebbe necessario, perché il ricambio avverrebbe senza costrizioni normative. Ma siccome così non è…
D. Dunque?
R. Penso che non si può fare né dell’esperienza né dell’età l’unico lasciapassare per avere ruoli di responsabilità.
D. Vendola punta sui giovani. Chi sceglierà alle primarie?
R. Sono inscritta al Pd, lavoro con e per il Pd. Quindi voterò il mio partito.
D. Ha già fatto la conta degli under 40 tra i democratici?
R. Non ancora. Ma un fatto è certo, più ci si avvicina ai territori, più il ricambio è un dato di fatto: ci sono molti sindaci, amministratori, consiglieri giovani. Il problema è che a un certo livello si crea una specie di tappo.
D. Un tappo?
R. Sì, l’accesso dei giovani ai piani superiori è un problema che riguarda tutta la società italiana.
D. Ma non sarà una questione di talento?
R. I giovani talenti ci sono, ma mancano le condizioni per il riconoscimento del merito e delle qualità. E in condizioni difficili, molti accettano la cooptazione invece di raccogliere la sfida.
D. Le manca la sua vita precedente?
R. Sì, mi manca. Vorrei ancora leggere un libro, non per lavoro, in santa pace, o starmene sul divano a non far niente…
D. Preferisce la polenta o la trippa?
R. La polenta senza dubbio. La trippa puzza…
D. Aleggia ancora dalle vostre parti l’idea di creare un Pd del Nord?
R. Direi che aleggia l’idea del Nord come una questione aperta del Paese, e il partito deve farsi carico di questa complessità, senza lasciarlo a chi ne strumentalizza i bisogni e l’identità ma alla fine ne tradisce l’anima.
D. Qual è il Pd che vorrebbe?
R. Quello che vince.
D. Una bella impresa.
R. Già.

Intervista rilasciata a Silvia Zingaropoli, per Lettera 43

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