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Unicredit

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Di seguito l’intervista che ho rilasciato a GoriziaEuropa il giornale del Partito Democratico di Gorizia.

II mega terminal container a Monfalcone, il raddoppio del molo settimo a Trieste … un miliardo di investimenti… potrebbe essere una svolta per tutta la regione.
Unicredit è importante, ma solo se va nella direzione di uno sviluppo rapido della portualità dell’intera regione e se viene concretizzato velocemente, in tempi compatibili con quelli del mercato. Attenzione però a non fame l’ennesimo motivo di frustrazione per un territorio che è praticamente escluso da tutti i traffici che portano valore aggiunto (quelli intermodali) ed incluso solo nei traffici di attraversamento pesante (TIR dell’est Europa). Il raddoppio del molo VII non è urgente, è fondamentale, e la politica dovrebbe aver qualcosa da dire.
Ci sono importanti interessamenti: recentemente il numero uno mondiale dei trasporti Maersk e il vice ministro delle infrastrutture della Baviera hanno espresso “massimo interesse”. Ma ci sono resistenze addirittura a Trieste per cui si parla di “realizzazione a due velocità”, lenta nel capoluogo regionale e veloce a Monfalcone.
Alle dichiarazioni devono seguire i fatti, non degli interlocutori privati, ma delle istituzioni, che devono avviare un tavolo di lavoro tecnico con amministrazioni locali, tecnici del settore, esperti, in un lavoro di team. Serve un piano degli investimenti, una rassegna dei fondi immediatamente spendibili, un investimento iniziale che va fatto subito e poi una concertazione che tenga conto delle variabili burocratiche. Il porto di Trieste è una spina dorsale delle infrastrutture regionali, tutti sanno che deve essere rilanciato e certe resistenze hanno qualcosa di paradossale.
Nell’isontino sono tutti d’accordo. Gli investimenti previsti per Portorosega comporteranno interventi di grande portata per l’adeguamento delle infrastrutture stradali e ferroviarie: si parla di treni da 700 metri …
I treni devono essere di 700 metri e più: senza treni molto lunghi e pesanti non si abbattono i costi del trasportoferroviario e quindi non si è competitivi. Per questo tuttavia abbiamo bisogno di stazioni che li possano accogliere, che ora non ci sono, e nel progettare gli assi della nuova linea se ne dovrà tenere conto. Il progetto è l’occasione per effettuare interventi urgenti come il raddoppio della sezione Bivio S Polo-Bivio Aurisina, Cervignano-Ronchi e Udine-Palmanova. L’alta capacità del Corridoio V serve proprio per questo.
E quali dovranno essere gli interventi stradali: le barriere del Lisert e di Villesse dovranno essere eliminate?
Gli interventi devono essere resi compatibili con lo sviluppo della III° corsia e, fermo restando la necessità per Autovie di far quadrare i conti, credo che il monfalconese e il mandamento potrebbero finalmente vedersi riconoscere il diritto di utilizzare l’autostrada da Redipuglia al Lisert. Penso a quello che è stato fatto in Veneto con le stazioni ad elevata rotazione dalla barriera di Venezia a Dolo. In questo tratto di strada proprio perché frequentato da pendolari non si paga.
Al Convegno di Udine di inizio ottobre il sindaco Honsell ti ha detto: “devi fare lobbing con gli austriaci”. Cosa intendeva?
Il ruolo dell’ Austria è fondamentale per ottenere il Baltico-Adriatico. La Commissione UE ascolta i Governi per decidere se un nuovo asse è importante o no, dal momento che poi saranno i Governi a finanziarlo. Ecco dunque che la sinergia con l’Austria è importantissima. Se l’Italia a Bruxelles non si fa sentire il corridoio Baltico-Adriatico non si farà.Dal canto mio in Parlamento a Strasburgo sono riuscita a evitare che nella strategia europea il Friuli Venezia Giulia venisse escluso a favore della sola Slovenia: un risultato è stato ottenuto, ora spero che il Governo non vanifichi questo lavoro con l’inattività.
Ma uno dei problemi di fondo è chi dirigerà tutto l’investimento: un commissario straordinario? E nominato da chi?
Se non è determinati a realizzare gli interventi nel giro di due anni, al massimo, è meglio non iniziare neanche a discuterne. Il settore pubblico, se crede in questo progetto, può far partire già dal prossimo anni i dragaggi per portare il fondale di Monfalcone a un livello accettabile. Parte di questi fondi ci sono già: bisogna spenderli al più presto e bene. Il commissario è utile se ha dei reali poteri, quello di approvare i progetti innanzi tutto. Questo lo ritengo fondamentale. Capodistria corre, Venezia usa benissimo i fondi europei e fa sistema. Qui c’è un progetto che ha bisogno di un coordinamento forte, di un team di esperti riuniti in una struttura commissariale (vedi modello III° corsia per l’autostrada Venezia Trieste).
Intendiamoci, quando si parla di commissario significa che le vie ordinarie hanno fallito, o già in partenza non si ha fiducia che riescano. E ciò è un male. Ma a questo punto, peggio sarebbe rinunciare al principio di realtà e perdere tempo seduti a tessere ipotesi.

Movimento merci nei principali porti italiani in TEU Unità di misura che indica un container da 20 piedi (6,1 metri)

Gioia Tauro 3.467.824
Genova 1.766.605
La Spezia 1.246.139
Taranto 786.655
Livorno 778.864
Napoli 481.521
Venezia 379.072
Trieste 335.943
Monfalcone 1.645
Portonogaro -
TOTALE REGIONE FVG 337.588
TOTALE ITALIA 10.520.468

Rotterdam 10.000.000
Amburgo e Anversa 7.000.000
Brema 4.000.000

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