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Follia in Kenya

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Il primo ministro del Kenya Raila Odinga, sabato scorso durante un raduno politico, ha chiesto l’arresto per gli omosessuali affermando che il loro comportamento è “innaturale”.
Il premier keniota ha detto che, se scoperti, gli omosessuali dovranno essere arrestati e condotti davanti alle autorità competenti, spiegando che è una “follia” che un uomo si innamori di un altro uomo visto che ci sono così tante donne e allo stesso tempo sostenendo che “non c’è bisogno che le donne diventino lesbiche quando possono occuparsi dei loro figli”.
Si presume che queste affermazioni possano essere una risposta alle numerose campagne condotte nelle ultime settimane dagli attivisti pro-gay contro l’omofobia nel Paese.
Alla luce di queste notizie ho indirizzato un’interrogazione scritta prioritaria alla Commissione europea, ricordando che l’accordo di Cotonou e le sue disposizioni in materia di diritti umani, in particolare l’articolo 9,  invita al rispetto dei diritti umani universali e che la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, in particolare l’articolo 21, proibisce la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale. Ho ribadito anche che l’orientamento sessuale è una questione che rientra nella sfera del diritto individuale alla vita privata, garantito dalla legislazione internazionale in materia di diritti umani, secondo cui l’uguaglianza e la non discriminazione dovrebbero essere promosse, alla pari della libertà di espressione.
Per questi motivi, ho chiesto alla Commissione di intervenire urgentemente presso le autorità del Kenya per evitare che ci siano ancora violazioni della legislazione internazionale in materia di diritti umani.

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