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Massacro sociale

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Sono stata ad un incontro organizzato dal Comitato di coordinamento delle associazioni dei disabili della provincia di Udine, insieme con il Movimento di volontariato italiano (Movi), l’Associazione nazionale mutilati e invalidi civili (Anmic) e il Centro di volontariato internazionale (Cevi).

Voglio rilanciare il loro grido d’allarme contro i tagli previsti dalla legge di stabilità 2011. Una manovra che, se nulla cambierà, taglierà il Fondo per le politiche sociali da oltre due miliardi e mezzo di euro a 547 milioni. In più ci sono i timori sul taglio del 5 per mille.

E’ stato spiegato che sarà del tutto cancellato il Fondo nazionale per le non autosufficienze, istituito nel 2006 dal Governo Prodi. Tagli pesanti toccheranno al Fondo per le politiche sociali e al Fondo nazionale per il diritto al lavoro. Il Fondo nazionale per le politiche sociali passa da 929 a 275 milioni di euro, il Fondo per le non autosufficienze da 300 milioni di euro a zero, il Fondo per le politiche della famiglia da 346 a 52 milioni e di seguito. In questo modo le politiche sociali passano da 2 miliardi e 527 milioni di euro a 547 milioni.

Il legittimo timore dei disabili e delle famiglie è che dietro a questi tagli ci sia un preciso disegno politico, dal momento che sembrano andare nel senso di una selezione naturale in cui solo i più forti hanno il diritto di vivere. E se la legge di stabilità sarà approvata come è oggi, si creeranno nuove sacche di povertà perché i tagli sono stati fatti in senso orizzontale, senza nessuna valutazione.

Ringrazio ancora una volta pubblicamente le associazioni per l’accoglienza calorosa, ma soprattutto per l’occasione che mi hanno dato di approfondire un altro aspetto del massacro sociale che sta facendo il Governo Berlusconi.

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