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Rifiuti

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Nei giorni scorsi ho avuto l’occasione di visitare la sede di Idealservice, un gruppo cooperativo nazionale attivo nei mercati dei servizi ecologici, del facility management ed energetici.
Durante la visita e il confronto con gli operatori ho avuto la conferma della grande farraginosità presente nella normativa ambientale italiana, che dovrebbe essere semplificata e razionalizzata, eventualmente ipotizzando di raccoglierla in un testo unico.
Dobbiamo assumerci sempre più seriamente la responsabilità di una “tutela produttiva” dell’ambiente, perché le condizioni climatiche, l’aumento della popolazione e una sempre minore disponibilità di materie prime ci impongono di razionalizzare al meglio l’approccio con le risorse naturali. E la Green Economy rappresenta una delle soluzioni più credibili a questo problema.
Ho visitato anche l’impianto Css – Co.re.pla di San Giorgio di Nogaro, dove Idealservice effettua la selezione del rifiuto plastico per conto del Co.re.pla (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio e il Recupero di Imballaggi in Plastica).
Assieme al capitolo energetico, il ciclo integrato dei rifiuti sviluppato attraverso una corretta raccolta differenziata è uno dei pilastri fondamentali della Green Economy in quanto permette di recuperare e riutilizzare gran parte dei rifiuti generati. E spesso le imprese che, come Idealservice, sviluppano e impiegano la tecnologia che permette di promuovere la raccolta differenziata e di ridurre l’utilizzo di PET vergine, rappresentano realtà vivaci dal punto di vista economico.
Il loro sviluppo dovrebbe essere favorito e incentivato, non reso complesso e rallentato da una normativa nazionale difficile da coordinare con la normativa dell’Unione Europea, e il cui rispetto espone a rischi anche penali.

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