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Videomessaggi

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Berlusconi è sbarcato un’altra volta al Tg1, e a qualcuno è venuto spontaneo fare un parallelo con il marzulliano “si faccia una domanda, si dia una risposta”. Non fosse altro per il fatto che nella domanda rivolta al premier sulla crescita economica, il Pd viene citato come “il partito della patrimoniale”, mentre nello stesso Tg1 il Pd rigettava l’accusa.
Ma ecco la domanda: “Sui temi della crescita, lei ha proposto una collaborazione all’opposizione che ha rifiutato. Ma lei crede che dietro questo rifiuto aleggi il partito della patrimoniale e cioè la vecchia ricetta per cui, per risolvere i problemi dell’economia, è giusto far leva sempre sull’aumento della pressione fiscale?”.
E’ evidente che siamo di fronte a una violenza mediatica senza limiti. Ieri sera Berlusconi è andato al Tg1 solo per registrare un altro dei suoi videomessaggi, dal momento che quell’intervista in ginocchio non può essere catalogata alla voce “giornalismo”. Una constatazione che rattrista perché prende atto dell’umiliazione della professionalità di chi fa informazione in Rai e che si trova suo malgrado agli ordini di un lìder maximo che ogni giorno erode la credibilità dell‘azienda.
Se proprio ritiene di dover tracimare sullo schermo, la smetta di fare monologhi e dimostri il coraggio di accettare un contradditorio. E sappia che io sono pronta a sfidarlo: visto che ne frequenta tante non avrà certo paura di uno scambio di opinioni in tv con una donna.

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