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UE – Turchia

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A Strasburgo è stata approvata, da parte dell’Assemblea plenaria, la Relazione 2010 sui progressi realizzati dalla Turchia.
I vari e difficili ostacoli che rallentano i negoziati non devono assolutamente indurre l’Unione europea a limitare gli sforzi intesi a favorire l’adesione della Turchia. La riforma della Costituzione, avvenuta lo scorso 12 settembre, è stato riconosciuto unanimemente come un importante passo compiuto dalla Turchia verso l’Europa. Rimangono certo da compiere molti e non facili passi in campi fondamentali, come quello delle riforme istituzionali, della giustizia, dei diritti. In particolare esprimo preoccupazione per gli arresti dei giornalisti.
Però, soprattutto in un momento in cui l’area del Mediterraneo è sconvolta da profondi  e pericolosi sommovimenti  l’Europa non deve commettere l’errore di chiudere la porta all’unico grande Paese in cui convivono l’islam e gli ordinamenti democratici. Perciò rilevo con rammarico la scomparsa dal testo dell’obiettivo comune di piena adesione all’Unione europea.
L’Unione europea è il principale partner commerciale della Turchia, mentre la Turchia è il settimo partner commerciale dell’Unione europea, e non si possono sottovalutare i notevoli progressi sul fronte dei collegamenti, ambientalmente sostenibili, tra l’Ue e la Turchia, in particolare attraverso le Autostrade del Mare nel Nord Adriatico e Nord Tirreno.

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