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Libia

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Mentre le forze del leader libico Muhammar Gheddafi si apprestano a sferrare l’attacco a Bengasi, l’atteggiamento del Governo Berlusconi fa credere che per l’Italia la soluzione migliore consista in una rapida sconfitta dei ribelli.
Dubbi suscitano anche certe posizioni che dal centrosinistra propugnano una indiscriminata non ingerenza, quasi che le stragi di civili assumano dignità diverse a seconda delle latitudini e delle circostanze, e che i combattenti per la libertà non siano proprio tutti uguali.
Mi chiedo invece se gli eventi libici non possano rappresentare per tutti l’occasione di segnare una linea di discontinuità nella nostra politica estera; ossia l’abbandono di una strategia di appeasement utilitaristico che magari paga nel breve periodo ma che alla lunga ci si ritorce contro.
Quanto è accaduto nella penisola balcanica dovrebbe averci insegnato che, se non ti occupi per tempo dei problemi che hai sulla soglia prima o poi quei problemi ti entrano in casa.

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