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La scelta di agire per fermare Gheddafi non è stata frettolosa, è stata tardiva. Gli abbiamo dato da intendere che avrebbe potuto massacrare impunemente il suo popolo, che chiede finalmente di non essere più sotto il suo tallone, e lui l’ha fatto.
E’ scomoda la scelta di intervenire? Sì, lo è. Ma stare a guardare sarebbe forse stato meglio? Ne dubito assai. Si è guardato con entusiasmo al movimento delle masse del nord Africa, giudicando con favore il risveglio della coscienza democratica in Paesi che sembravano solo terra di conquista dell’integralismo islamico. Perché ora siamo in imbarazzo se chi si è ribellato al tiranno ci chiede aiuto? E poi, anche a volercene fregare di quanti hanno rischiato la pelle per la libertà, crediamo che la soluzione sia lasciar fare a Gheddafi? Forse pensiamo che per l’Italia sia un affare conveniente? Riconosciamo invece che abbiamo sbagliato a fare accordi e baciamani col raìs, e che nulla gli abbiamo chiesto in cambio se non di risolverci il problema dell’immigrazione. Abbiamo sbagliato, l’Italia e tutti gli altri, e questo è il risultato. Ed è con questa realtà che ci troviamo a fare i conti.
Il centrosinistra, che probabilmente avrebbe potuto far meglio la sua parte in passato, non può ora essere dalla parte del dittatore che bombarda il suo popolo.

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