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Referendum

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L’assemblea regionale del PD FVG che si è svolta lunedì è stata aperta da una mia relazione che ha analizzato le criticità dello scenario internazionale – dalla Libia al Giappone – e le sue possibili ricadute in ambito regionale.
Sul rischio nucleare in particolare, ho evidenziato che la centrale di Krsko è un impianto di vecchia generazione costruito al tempo dalla Jugoslavia, con seri problemi di smaltimento delle scorie, e al cui raddoppio la Stiria è fieramente contraria.
A sigillare il netto ‘no’ all’ipotesi atomica è stato il voto unanime di un ordine del giorno che schiera il Pd regionale a sostegno dei referendum antinuclearisti impegnando “consiglieri regionali e parlamentari a sostenere con forza, nelle rispettive sedi istituzionali, le iniziative volte a contrastare il programma nucleare e a promuovere, invece, quelle rivolte al risparmio energetico e allo sviluppo delle fonti rinnovabili”.
Simile consenso ha ottenuto anche l’altro ordine del giorno presentato, in favore di “un compatto ‘si’ alle ragioni di fondo che difendono l’acqua come bene pubblico, per contrastare l’azione del Governo e per non alimentare ulteriore confusione nei cittadini”, con il relativo impegno a sostenere la partecipazione alla consultazione referendaria “come occasione per fermare la privatizzazione forzata imposta dal governo e avviare una riforma complessiva del settore”.

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