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Fino a un paio di giorni fa il candidato sindaco del centrodestra a Trieste era ancora ufficialmente ignoto. La situazione si è sbloccata quando è stato raggiunto un accordo tra Berlusconi e il potente senatore Giuliio Camber, ‘padrone’ del Pdl triestino e fiero avversario del candidato in pectore, favorito dal presidente della Regione e, si dice, pure dal premier. Avranno raggiunto un accordo politico, potrebbe pensare qualcuno. Neanche per idea.
Il senatore Giulio Camber ha sottoposto al presidente del Consiglio, venerdì scorso, un atto di “Riconoscimento di operatività concorde” (!), che abbraccia il periodo fino al 31 dicembre 2013 e assegna, in sostanza, a Camber la decisione sulle liste per «le elezioni regionali nella circoscrizione regionale di Trieste e la rappresentanza parlamentare di Trieste». Carta canta, con tanto di firma.
Ma non è tutto, perché l’accordo blinda pure il futuro politico di chi, quello stesso scritto, l’ha portato a palazzo Grazioli. Il futuro, cioè, di Giulio Camber, visto che fra le garanzie c’è pure quella «di attribuire al senatore Giulio Camber, in occasione delle prossime elezioni politiche nazionali – nel 2013 – il medesimo posto nell’ordine dei candidati nella lista per il Senato per la circoscrizione Friuli Venezia Giulia, come già disposto nelle elezioni politiche nazionali del 2008».
La nostra idea della politica è lontana anni luce da questo spettacolo tristemente mercantile che sta offrendo il centrodestra. Ormai nel centrodestra non solo si “acquistano” deputati, ma si sottoscrivono pure accordi commerciali davanti al notaio per garantire carriere e posizioni politiche, e lo si fa addirittura sotto gli occhi dei cittadini, evidentemente con l’intenzione di mostrare che c’è chi ha un potere e lo usa.
Le mediazioni e anche i compromessi sono strumenti dell’agire politico, ma hanno senso se mirano a uno scopo più alto, altrimenti sono solo affare privato. Ed è proprio questo che hanno fatto a Roma Berlusconi e il senatore Camber, sulla testa di un candidato sindaco la cui autonomia è già sotto tutela.

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