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Ossessione

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Le intercettazioni non saranno più “mezzi di ricerca della prova”, ma semplici strumenti di investigazione. E, come tali, non finiranno nei fascicoli processuali e non saranno pubblicabili. E’ l’ultima proposta targata Pdl, in tema di riforme della giustizia, depositata alla Camera, il 3 marzo scorso, dal deputato Maurizio Bianconi.
Con la proposta Bianconi, quindi, mai più “casi Ruby”, con centinaia e centinaia di stralci di intercettazioni delle ragazze dell’Olgettina a rivelare all’opinione pubblica i particolari delle feste nelle ville del premier.
L’informazione libera è il peggior nemico di Berlusconi e quindi la sua priorità è tapparle la bocca. La proposta di legge Bianconi ne è solo l’ennesima dimostrazione.
Il centrodestra sembra avere un’autentica ossessione contro le intercettazioni e c’è qualcosa di veramente inquietante nella pertinacia con cui si impegnano ad assestare colpi a una libertà fondamentale dello Stato di diritto: tutto questo dimostra che il controllo della pubblica opinione è un nervo scoperto del sistema di potere berlusconiano. Come è accaduto con il ddl Alfano, anche la proposta Bianconi pretende di spacciare la censura per tutela della privacy, mentre farebbe soltanto calare il sipario sul palcoscenico del bunga bunga, sulle oscene frasi di chi rideva sui morti dell’Aquila, oltre a silenziare scandali e smettere di disturbare criminali.
Quanto alla precisazione di Bianconi che la sua iniziativa è prettamente personale, la buona fede va fatta sempre salva, ma la sintonia con gli auspici di Berlusconi è davvero tanta.

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