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Taranto UE

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Oggi sono stata in visita istituzionale al porto di Taranto come membro della commissione Trasporti e turismo al Parlamento europeo.
Occorre che i territori, fino al livello del Paese, facciano pressione sull’Europa affinché si capisca che vi sono connessioni e corridoi europei più prioritari di altri. Se per il Friuli Venezia Giulia sono decisivi il corridoio 5 e l’Adriatico Baltico, per la Puglia questo è vero per il corridoio 8, che patisce gravi criticità, e ancor di più per il corridoio 8 bis, strategico per i collegamenti con la Serbia e i Balcani centrali.
L’Europa è una grande opportunità per le infrastrutture e la logistica, ma l’Italia e i territori devono cominciare a farsi sentire, altrimenti continueremo a essere comprimari e non protagonisti.
Nel mese di luglio sarà assegnato all’Europarlamento il dossier di revisione delle Reti ferroviarie europee, e già sappiamo che tra le priorità ci saranno le connessioni tra i porti e le ferrovie, e l’intermodalità: è evidente l’importanza che questo può avere per il porto di Taranto e per tutto il sistema portuale pugliese, a patto che si sappia cogliere l’occasione.

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