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Baltico-Adriatico/3

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Non è più il momento di tentennare sulle azioni tese a garantire la sezione italiana del Corridoio Adriatico–Baltico di cui già più volte abbiamo parlato in questo blog (Baltico/Adriatico 1 e 2). Gli orientamenti della Commissione europea, infatti, sembrano metterla seriamente in discussione. L’ho scritto in una lettera inviata al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in cui lo informo di aver fatto pervenire una nota al commissario europeo ai Trasporti, Siim Kallas, e sottolineo che la gravità della situazione, il rischio cui sono sottoposte le opportunità di sviluppo di un’area economicamente decisiva per tutto il Paese com’è il nord-est, impone l’intervento del Governo italiano al massimo livello, mettendo sul piatto della bilancia tutto il suo peso di Paese fondatore. Questa è una partita che deve vederci tutti uniti, senza distinzione di casacca, in difesa dell’interesse nazionale.
Se l’Italia non si è finora mossa con la necessaria tempestività e determinazione è essenziale che almeno ora, alla stretta finale, non ci facciamo strappare quanto già ritenevamo acquisito: amministrazioni di diversa espressione politica, in regioni che raccolgono diversi milioni di abitanti, hanno fatto giungere il loro appello a un rinnovato impegno in difesa della sezione italiana del Corridoio Adriatico-Baltico. Sono certa che, come me, nessuno dei parlamentari europei eletti in Italia farà mancare il suo appoggio convinto, ma rischiamo che il nostro sforzo sia inutile se alle nostre spalle mancherà o sarà debole l’impegno del Governo.

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